L'Unione Sovietica alla conquista dei rally: ecco la Moskvich 2141-KR

L'Unione Sovietica alla conquista dei rally: ecco la Moskvich 2141-KR
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Il Gruppo B è stato l'età dell'oro dei rally, le vetture divennero una sorta di Formula 1 da sterrato, potenti e ipertecnologiche. Si ricordano facilmente la leggendaria Lancia Delta S4, la Peugeot 205 T16 o l'Audi Quattro S1, eppure da questo regolamento sono nati anche modelli misteriosi e ignoti ai più, come la Moskvich 2141-KR.

La Moskvich 2141, venduta anche col nome di Aleko, era una compatta prodotta in Russia, a Mosca. Motore con albero a camme in testa interamente in alluminio e sospensioni indipendenti anche al posteriore la rendevano una rivoluzione per la produzione URSS del 1986. L'Unione Sovietica puntava all'esportazione e aveva bisogno di pubblicizzare la vettura, renderla appetibile... cosa c'era meglio dei rally?

Il progetto iniziò nel reparto più avanzato della Moskvich, per poi passare nelle mani del pilota di rally lituano Stasys Brundza. La 2141-KR è pensata come le altre Gruppo B: si prendono alcuni componenti della versione di serie (come gruppi ottici, portiere e parabrezza) per mantenere il legame estetico e attorno ad essi si costruisce una silhouette. Il telaio era di tipo space frame e il propulsore montato centralmente alimentava soltanto le ruote posteriori. Dobbiamo dimenticarci delle potenze a cui arrivarono alcune Gruppo B, il 2 litri dotato di doppio carburatore Weber e privo di turbo produceva una potenza di circa 180 CV. La Gruppo B russa puntava sull'agilità: pesava soltanto 894 chilogrammi.

Lo sviluppo non si fermò nemmeno con la fine del Gruppo B, i progettisti sperarono di convertire il programma sportivo al Gruppo S. Tuttavia la FISA decise di abbandonare i prototipi facendo diventare il Gruppo A la categoria al vertice dei rally mondiali. Stando al portale Auto.cz lo sviluppo dell'auto è andato avanti fino al 1989, quando il prototipo funzionante tentò di ottenere l'omologazione al Gruppo A nazionale.

Secondo Fridikel Motor i funzionari sovietici ispezionarono la vettura e rimasero amareggiati dalla grande quantità di componenti occidentali che Brundza utilizzò per la sfortunata auto da rally, bloccandone anche la tardiva partecipazione a gare ufficiali. Il crollo dell'Unione Sovietica nel dicembre 1991 mise definitivamente la parola fine al progetto Moskvich 2141-KR.

FONTE: TheDrive
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