In UE servono 7 milioni di colonnine entro 10 anni: Paesi Bassi primi, Italia quinta

In UE servono 7 milioni di colonnine entro 10 anni: Paesi Bassi primi, Italia quinta
di

Dal 2035 l'Europa dovrà prepararsi ad accogliere solo nuove auto elettriche sulle sue strade, ma a che punto siamo con le colonnine? I lavori sono in pieno svolgimento e i passi in avanti sono stati molti negli anni scorsi, ora però serve accelerare per far crescere il numero di punti di ricarica di 22 volte in UE.

Stando ai dati odierni, l'Italia è il quinto Paese della UE per numero di punti di ricarica pubblici per auto elettriche. Siamo infatti a più di 23.000 su tutto il territorio. A dirlo è l'Acea, l'Associazione Europea dei Costruttori di Automobili, secondo cui la metà di tutti i punti di ricarica disponibili in Unione Europea sarebbero concentrati al momento in due soli Paesi: i Paesi Bassi e la Germania.

Nei Paesi Bassi sono 90.000 i punti di ricarica per le auto elettriche già esistenti, in Germania invece ce ne sono 60.000 (è molto strano infatti che il Ministro delle Finanze tedesco non approvi il ban delle auto termiche del 2035). Purtroppo questi due Paesi rappresentano solo il 10% dell'intera superficie UE, dunque c'è da rimboccarsi le maniche per farsi trovare pronti fra 13 anni, se non prima.

Cipro è il Paese messo peggio a oggi, con appena 57 punti di ricarica, poi abbiamo Malta con 98 e la Lituania con appena 207. In totale in UE esistono oggi 307.000 punti di ricarica funzionanti, comunque troppo pochi rispetto alle richieste del Green Deal. Fra meno di 10 anni - dice un nuovo studio - serviranno circa 7 milioni di punti di ricarica per soddisfare il traffico in circolazione, bisogna dunque far crescere l'attuale rete di 22 volte. L'Acea ha invitato tutti gli Stati Membri a lavorare per il raggiungimento degli obbiettivi imposti dalla Commissione, speriamo solo che l'Italia sia all'altezza delle aspettative europee.

FONTE: ANSA
Quanto è interessante?
1