Sempre più Tesla avranno le odiate batterie LFP per colpa del nichel

Sempre più Tesla avranno le odiate batterie LFP per colpa del nichel
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Con l’apertura della Giga Shanghai, Tesla ha apportato diverse novità ai suoi veicoli. La più importante è probabilmente lo switch alle tanto amate-odiate batterie LFP, litio-ferro-fosfato, che presto verranno utilizzate in maniera massiccia da Elon Musk e soci. Anche negli USA.

Amate-odiate perché le batterie LFP sono solitamente scelte dai produttori per via dei loro costi inferiori, anche se ci sono ancora parecchi dubbi sulle loro caratteristiche chiave. La principale critica riguarda la tenuta a basse temperature, con le LFP che tendono a perdere più capacità rispetto alle batterie classiche di Tesla.

A oggi l’azienda californiana ha usato queste batterie soltanto nella Model 3 Standard Range Plus prodotte in Cina, la più economica dell’intera line-up americana che viene anche esportata in Europa, presto però come anticipato la tecnologia LFP potrebbe arrivare anche negli USA. Il motivo? La disponibilità e il prezzo del nichel.

“Il nichel rappresenta la nostra più grande preoccupazione in termini di batterie, motivo per cui con le auto di gamma standard ci stiamo spostando verso un catodo di ferro.” Solo lo scorso luglio il CEO della società aveva implorato le compagnie minerarie del mondo a estrarre più nichel per via della grande domanda - che associata alle risorse limitate ha fatto salire di recente il prezzo del 16%. Tesla utilizza le batterie LFP sulle vetture Standard Range poiché hanno meno densità degli accumulatori al nichel, vedremo se Tesla riuscirà a risolvere la “crisi del nichel” oppure nel frattempo andrà verso tutt’altra chimica...

FONTE: Electrek
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