Tesla Model 3 di autista Uber: batteria morta improvvisamente dopo 193mila km

Tesla Model 3 di autista Uber: batteria morta improvvisamente dopo 193mila km
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Al contrario di un utente che è riuscito a preservare la batteria della sua Tesla per 217.000 km, questo proprietario di una Tesla Model 3, utilizzata per il servizio Uber da oltre un anno e mezzo, ha dovuto affrontare la morte improvvisa della batteria della sua automobile dopo appena 193.000 km.

Secondo l'autista Tesla non avrebbe progettato la vettura per sopportare l'usura quotidiana tipica di un veicolo di ride-sharing. La batteria avrebbe cominciato a scaricarsi non più in modo graduale, ma improvvisamente, fino a diventare praticamente inutilizzabile. Questa vicenda riapre un dibattito che, negli Stati Uniti, ciclicamente si ripropone, ovvero se le batterie delle auto elettriche siano o meno in grado di sopportare lo stress proveniente da un uso come quello del ride-sharing.

I veicoli elettrici per ride-sharing coprono molta più distanza in una settimana rispetto a quelli ad uso privato e fanno più cicli di ricarica. La sovralimentazione frequente può essere stressante per la batteria, anche se uno studio recente ha mostrato poche differenze di degrado tra la ricarica rapida frequente e quella rara su veicoli Tesla.

L'utente aveva anche notato un degrado della batteria della sua Tesla Model 3, scesa all'11% dopo 90.000 miglia. Tuttavia, dopo aver superato le 110.000 miglia, il degrado della batteria è diventato più rapido, riducendo l'autonomia a circa 280 km al 100% dello stato di carica.

Secondo alcune indiscrezioni Tesla starebbe lavorando ad una versione sportiva della Model 3 in sostituzione della versione performance.