Uno studio si scaglia contro le EV, ma viene immediatamente smascherato

Uno studio si scaglia contro le EV, ma viene immediatamente smascherato
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Alcuni giorni fa il quotidiano britannico The Times ha pubblicato un articolo il quale affermava che le auto elettriche, per risultare meno inquinanti delle varianti tradizionali, devono percorrere ben 78.000 chilometri.

Immediatamente altri quotidiani hanno seguito le orme del The Times diffondendo quello che pare però essere uno studio particolarmente superficiale, in quanto già smentito più volte da varie fonti autorevoli. Tra queste c'è sicuramente Auke Hoekstra, un ricercatore presso la Eindhoven University of Technology il quale ha dedicato anni di ricerche in merito all'impatto delle auto elettriche sull'ambiente.

Che le auto elettriche richiedano una maggiore emissione di gas serra per essere costruite non è al momento in discussione, ma il fatto che debbano percorrere ben 78.000 chilometri per recuperare terreno e superare le vetture con motore a combustione interna sembra essere semplicemente falso. Lo studio in questione ha preso in esame una Polestar 2 (elettrica) comparandola ad una Volvo XC40 (a combustione interna), affermando che la prima richiede 24 tonnellate di CO2 per essere costruita, mentre la seconda ne immette nell'atmosfera appena 14 prima di lasciare la fabbrica. Solo una volta che entrambe siano arrivate a percorrere 78.000 chilometri (con ricarica in Unione Europea) la Polestar 2 riuscirebbe a pareggiare lo scarto di 10 tonnellate.

Prima di proseguire ci teniamo a precisare che Polestar non è un brand concorrente rispetto a Volvo, bensì la sua divisione elettrica in rapida espansione. Per questo motivo, e per il fatto che il The Times abbia erroneamente riportato la EV come Volvo Polestar 2, Polestar ha voluto rispondere nel merito attraverso Twitter, citando i vari produttori i quali hanno commissionato lo studio. Successivamente la casa non si è limitata a pochi caratteri sui social, anzi. Thomas Ingelath, CEO della compagnia, ha voluto dire la sua tramite LinkedIn chiedendo ai competitor "meno chiacchiere e più trasparenza".

Come abbiamo accennato in apertura, Hoekstra ha voluto approfondire la questione trovando varie incongruenze. Tra queste i siti di assemblaggio, che emettono più o meno CO2 in base al Paese nel quale si trovano: la Polestar 2 viene per ora prodotta soltanto in Cina, mentre la XC40 esce dalle più pulite linee produttive del Belgio. Una ulteriore disattenzione concerne le tonnellate di CO2 richieste per la costruzione di un pacco batterie, le quali ammonterebbero a 7 tonnellate invece di 10.

Altri ricercatori riportano l'attenzione sulla localizzazione della produzione: per molti non ha senso paragonare l'impatto di autovetture prodotte in Paesi differenti, dove le case automobilistiche devono ovviamente sottostare a norme differenti riguardo le emissioni di gas serra. Nel caso foste interessati a saperne di più vi invitiamo a seguire la discussione generatasi sui post Twitter in fondo alla pagina, dove vengono citati fonti e studi.

FONTE: insideevs
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