Studio recente evidenzia notevoli problemi nell'infrastruttura di ricarica delle auto EV

Studio recente evidenzia notevoli problemi nell'infrastruttura di ricarica delle auto EV
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L’Europa sta votando per dire addio alle auto a benzina dal 2035, ma per far sì che la diffusione delle auto elettriche proceda spedita serve un’infrastruttura di ricarica impeccabile, che invece allo stato attuale delle cose è tutt’altro che efficiente, come dimostra un recente studio statunitense.

Questo problema non è certo una novità dal momento che, poco tempo fa, già il CEO di Ford, Jim Farley, aveva toccato l’argomento dicendo che: “Non è molto utile che tu sia il più grande se metà dei caricabatterie non funzionano...o se arrivi e hai bisogno di un caricabatterie veloce e non è un caricabatterie veloce - così non funzionerà”.

L’SSRN (Social Science Research Network) ha svolto dunque uno studio nella San Francisco Bay area, analizzando i 657 connettori di 181 stazioni di ricarica fast charge pubbliche, e il risultato non è stato dei migliori: il 23% di essi non funzionava. E se l’infrastruttura di ricarica non è all’altezza oltreoceano, figuriamoci nel nostro paese.

In particolare, David Rempel, professore alla Berkeley, ai microfoni di Automotive News ha affermato: “La funzionalità deve essere di alto livello affinché ci sia un'adozione di veicoli elettrici su larga scala...ti aspetti davvero che i conducenti di veicoli elettrici vadano a un caricabatterie, chiamino l’assistenza perché non funziona e poi passi 45 minuti da da un caricatore all'altro - e che poi siano felici? No”.

Un problema che ben conosciamo anche nel nostro paese, con stazioni di ricarica che a volte non funzionano o che non riescono a garantire le potenze di ricarica dichiarate, che inevitabilmente fanno da deterrente alla diffusione dell’elettrico. E proprio per questo ci sono costruttori che studiano soluzioni alternative, come Volvo che sta testando la ricarica wireless in sosta sulle XC40 Recharge.

FONTE: Carbuzz
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