Stellantis vuole fondersi con Renault? La notizia bomba che spaventa l'Italia

Stellantis vuole fondersi con Renault? La notizia bomba che spaventa l'Italia
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L’argomento “Stellantis” è sicuramente uno dei più caldi di questo inizio 2024, le notizie si susseguono giorno dopo giorno e raramente sono positive per la parte italiana del gruppo... L’ultima indiscrezione vedrebbe il gruppo italo-francese interessato a fondersi con Renault.

Una notizia sicuramente clamorosa che metterebbe ancora più in difficoltà il fronte italiano del gruppo - lo ricordiamo, il quarto gruppo automotive più forte al mondo. Per fare un brevissimo riassunto, Stellantis (Fiat, Lancia, Peugeot, Citroen ecc) arriva da settimane di tira e molla con il Governo Italiano: da una parte si chiedono maggiori incentivi per la vendita di auto elettriche, con Stellantis che starebbe cercando di ottenere vantaggi sulle vetture costruite in Italia (i possibili incentivi sulle auto Made in Italy), dall’altra il nostro Governo si è reso interessato a entrare nel gruppo come azionista, per mettersi “alla pari” dello Stato francese che già possiede una quota di Stellantis.

In parole povere: il Governo italiano sarebbe stanco di concedere aiuti economici “a fondo perduto”, vorrebbe capitalizzare la cosa entrando nel gruppo come azionista. In questo modo si potrebbe proteggere maggiormente i quattro impianti italiani di Stellantis, messi spesso sul tavolo come oggetto della contesa. Meno incentivi e meno vendite elettriche potrebbero infatti mettere a rischio la vita stessa di questi impianti, cosa che il Governo vuole assolutamente evitare. Stellantis, non nuova a delocalizzare la produzione delle sue automobili, soprattutto in Serbia, Polonia e Turchia, sta provando a usare l’argomento “impianti italiani” per avere vantaggi maggiori sul fronte degli incentivi, come detto però questa volta il Governo italiano sta cercando di ottenere “di più”.

In questa situazione già caotica arriva, come un fulmine a ciel sereno, la notizia di una possibile fusione tra Stellantis e Renault. Il gruppo italo-francese punta a creare una mega cordata industriale di stampo europeo che possa contrastare l’avanzata asiatica in campo automotive. Questo “matrimonio” tra Stellantis e Renault renderebbe sicuramente più forte il fronte francese dell’ipotetico nuovo mega-gruppo, alcuni addirittura pensano che potrebbe essere un’idea pensata (anche) per limitare e bloccare l’avanzata del Governo italiano sul fronte delle quote societarie. Una vera beffa, soprattutto se pensiamo che al momento il maggiore azionista di Stellantis è di fatto la famiglia Agnelli, che con la holding Exor possiede il 14,2% del gruppo. Poi troviamo Peugeot con il 7,1%, entrambe le parti però hanno elevato il loro diritto di voto rispettivamente al 23,13% e all’11,1% poiché detentori delle azioni da più di tre anni. A livello di potere, la terza forza è proprio il Governo francese, che tramite Bpi possiede una quota del 9,9%.

Si apre dunque un nuovo, clamoroso, fronte nel braccio di ferro fra Stellantis e il Governo italiano. Certo il “ricatto morale” messo in campo da Stellantis nei confronti degli impianti di Mirafiori e Pomigliano, considerati i più a rischio per il prossimo futuro, ha attirato polemiche e malumori a 360 gradi, sia dalla politica che dai sindacati, per non parlare dei cittadini comuni. L’idea che Stellantis chieda vantaggi economici extra tramite l’Ecobonus per salvare degli impianti di produzione, e dunque migliaia di posti di lavoro, sta mettendo l’azienda sotto una pessima luce dal punto di vista dell’immagine.

A riassumere tutto questo malumore è stato soprattutto il Ministro Adolfo Urso nelle ultime ore, che ha infatti dichiarato: Il 40% degli incentivi è andato a Stellantis, come è giusto che fosse, ma la metà di questi sono finiti a modelli prodotti all’estero e poi importati in Italia. Non può continuare così. La strategia di Stellantis in Italia deve cambiare. L’ho detto con chiarezza. Ove vedessimo che sul fronte incentivi non ci fosse un’inversione di tendenza, che riduca il delta tra produzione e immatricolazione in Italia, dal prossimo anno tutte le risorse del Fondo automotive potrebbero andare non più a incentivare i consumi ma la produzione. Quindi a chi produce o chi intende produrre di più nel nostro Paese. Per esempio una seconda casa automobilistica”. Sembra che il CEO di Stellantis Carlos Tavares abbia questa volta trovato un muro di gomma davanti a sé, vedremo alla fine chi avrà più forza nel braccio...