Spyker si prepara al gran ritorno: nuovi investimenti e supercar in arrivo

Spyker si prepara al gran ritorno: nuovi investimenti e supercar in arrivo
di

Nonostante il logo rappresenti un'elica aeronautica la casa olandese Spyker non ha mai spiccato il volo: nata nel 1999, ha vissuto anni turbolenti culminati con l'acquisto di SAAB nel 2010, una scelta che la portò alla bancarotta. Nel 2015 la Spyker ha goduto di una ristrutturazione aziendale che pone le basi per l'imminente rilancio.

In Spyker ora hanno creduto l'oligarca russo Boris Rotenberg e Michail Pessis. Rotenberg è conosciuto nel mondo automobilistico per essere il creatore e possessore di BR Engineering e della scuderia SMP Racing. I nuovi investimenti permetteranno di avviare la produzione di tre modelli: B6 Venator, C8 Preliator e D8 Peking-to-Paris. La B6, presentata nel 2013, è una supercar con motore V6 centrale che può essere accostata alla Lotus Evora. Sale di cilindri la C8 Preliator, che nella versione originale presentata nel 2016 doveva essere mossa da un V8 da 5,0 litri ingegnerizzato da Koenigsegg. Anche la D8 Peking-to-Paris è equipaggiata con un 8 cilindri, seppur la versione iniziale, presentata addirittura nel 2006, era dotata di un V12; questa vettura ha anticipato il segmento dei “SuperSUV”, termine sdoganato definitivamente soltanto nel 2018 con la Lamborghini Urus.

Supponiamo che le versioni definitive delle tre vetture, previste per il 2021, saranno diverse dai concept ammirati anni fa: la B6 sembra fosse basata sulla Artega GT, modello uscito di commercio, il contratto tra Spyker e Koenigsegg per il motore della C8 si è concluso e con la D8 sarebbe azzardato lanciare sul mercato un SUV concepito oltre un decennio fa.

Spyker il prossimo anno lancerà a Monaco il suo primo store internazionale e rientrerà nel mondo delle competizioni: nel 2006 il marchio partecipò perfino alla stagione di Formula 1.

Quanto è interessante?
1