Seggiolino salvabebé: come scegliere un dispositivo a norma di legge

Seggiolino salvabebé: come scegliere un dispositivo a norma di legge
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In seguito a diversi e tragici eventi di cronaca, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di mettere un punto deciso alla questione dei bambini dimenticati in auto. A partire dall'1 luglio 2019 sarà obbligatorio munirsi di un seggiolino salvabebé o di un dispositivo che aggiorni i seggiolini classici.

Il testo della legge non è ancora definitivo, fino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale possono arrivare nuove modifiche, certamente però ogni dispositivo dovrà essere dotato di avvio automatico, per evitare che un genitore dimentichi di attivarlo. Quest'ultimo dovrà anche ricevere una notifica di avvenuta attivazione ogni qualvolta il bambino si siede, così che sia certo del funzionamento del dispositivo.

Ogni seggiolino salvabebé dovrà poi essere in grado di lanciare segnali luminosi visibili sia all'interno che all'esterno dell'abitacolo e comunicare con almeno tre smartphone differenti in caso di allarme. Occhio di riguardo anche alla questione "batteria": qualora il seggiolino abbia una batteria interna, dovrà avvisare tempestivamente il livello di carica insufficiente al genitore. Approvata a settembre 2018, ricordiamo che la legge entrerà in vigore dal 1 luglio 2019 e sarà valida per il trasporto dei bambini fino a 4 anni di età. Sul mercato esistono già diversi seggiolini compatibili con la legge, dalla soluzione di Samsung e Chicco fino al Tata Filo, un cuscino che aggiorna i seggiolini tradizionali.

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