Un rivoluzionario motore rotativo potrebbe essere il futuro delle ICE: si chiama Omega 1

Un rivoluzionario motore rotativo potrebbe essere il futuro delle ICE: si chiama Omega 1
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I costruttori stanno investendo tempo e denaro nell’ormai inevitabile transizione verso la propulsione elettrica, ma c’è un’azienda che ha progettato un motore rivoluzionario che potrebbe scongiurare la fine dell’era dei motori a combustione interna. Si chiama Omega 1, ed è un motore rotativo che promette scintille.

Astron Aerospace, questo il nome dell’azienda che lo produce, crede fermamente in questo progetto, che garantisce prestazioni, basse emissioni ed efficienza, soprattutto efficienza. Un ICE (Internal Combustion Engine, scoprite tutti i termini e sigle nel nostro Glossario della mobilità elettrica) infatti ha molte perdite dovute agli attriti scaturiti dal movimento dei pistoni, dal calore e dal processo di combustione stesso.

L’Omega 1 è stato inventato da Matthew Riley ed è un motore rotativo simile al famoso Wankel di Mazda, ma il suo funzionamento è ben diverso, e risolve anche uno dei problemi che lo affliggono, ossia il sovrapporsi dei gas di scarico. L’Omega 1 infatti è costruito in maniera tale che il classico ciclo 4 tempi venga diviso in due dividendo l’aria fredda da quella calda: una metà del motore è composta da due rotori a pale che si occupano dell’aspirazione e della compressione dell’aria, mentre l’altra metà gestisce la combustione e lo scarico.

Il motore dispone quindi di 4 rotori montati su due alberi, che girano all’unisono. Guardando le immagini, la coppia in tinta celeste gestisce aspirazione e combustione, mentre quella rossa la combustione e lo scarico. I rotori sono accoppiati con ingranaggi di sincronizzazione che permette loro di girare nella direzione opposta con la stessa velocità. Questi ingranaggi e i relativi cuscinetti, sono gli unici elementi di contatto all’interno del motore, e gli unici che richiedono lubrificazione. Tutto il motore necessita però di tolleranze incredibilmente precise dato che mancano le guarnizioni, ma l’azienda specifica che con gli altissimi regimi di rotazione che si ottengono “non c’è abbastanza tempo perché l’aria possa fuoriuscire durante il funzionamento”. E con altissimi intendiamo 25000 giri/min.

Il suo funzionamento manterrà anche basse le emissioni di carburante, perché durante l’accelerazione il motore brucerà carburante ad ogni rotazione, ma nelle fasi di crociera la combustione avverrà solo quando necessario, ogni 5, 10 o 50 rotazioni.

Inoltre si tratta di un motore incredibilmente piccolo e leggero (pesa soltanto 15 kg), ma eroga 160 CV e 170 Nm di coppia, con un regime che varia dai 1000 ai 25000 giri/min appunto. Inoltre data la sua struttura, può essere accoppiato in serie per avere più prestazioni, quindi due motori accoppiati porterebbero la potenza a 320 CV e 340 Nm di coppia con un peso di appena 30 kg.

Aston Aerospace ha dichiarato che il motore può essere utilizzato come generatore, oppure come motore marino, aerospaziale e chiaramente anche sulle auto, e in quest’ultimo caso impedirebbe, o ritarderebbe, la scomparsa dei motori termici. Non ci resta che attendere un'applicazione reale del motore, per vederlo all’opera.

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