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Il nostro amico Matteo Valenza adora “superare i limiti” e questa volta ha provato a ricaricare una Tesla Model X con generatori a benzina di diversa potenza.

Il primo tentativo ha visto protagonista un generatore da 3,6 kW di potenza massima, di ottima qualità, dal costo di circa 1.600 euro. Al di là dei vari tentativi per avviare il generatore, che fra batteria e olio ci ha messo un po’ “a carburare”, all’inizio è andato tutto bene, con un’erogazione di 3 kW a 13 A e 231 V, dati molto bassi per una Model X ma comunque sufficienti per recuperare qualche chilometro in assoluta emergenza. Il problema riguarda soprattutto la stabilità, con il generatore che si è dimostrato incapace di mantenere quei ritmi per molto tempo.

Il secondo tentativo ha visto l’entrata in scena di un generatore più ingombrante e pesante (ben 90 kg) ma anche più potente, da 4,5 kW di picco. Con questo secondo generatore i 3 kW (il massimo ottenibile con l’adattatore casalingo di Tesla) si sono rivelati francamente più stabili, sempre a 13 A e 231 V. Con un adattatore più avanzato Matteo è riuscito a toccare i 16 A, arrivando a queste conclusioni: sì, è possibile ricaricare teoricamente una Tesla con un generatore a benzina (e anche negli USA qualcuno aveva provato lo stesso esperimento), praticamente però è un’operazione complicata e poco pratica, oltre che estremamente lenta e per nulla economica. Inoltre per strada sarebbe anche vietato fare un qualcosa di simile, visto l’impiego di cavi da utilizzare in ambiente casalingo, al chiuso, al riparo da eventuali intemperie.

Fortunatamente è difficile rimanere a piedi con qualsiasi auto elettrica, anche perché lo 0% segnalato su schermo non equivale mai allo 0 assoluto, c’è sempre dell’energia residua che può portarci alla prima colonnina utile - o a un’abitazione.

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