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Nel corso degli ultimi giorni a Winnipeg, in Canada, la condizione climatica ha raggiunto temperature polari, con punte minime che hanno toccato anche i -30 gradi centigradi. In questa situazione il proprietario di una Tesla Model 3 ha provato a ricaricare la propria auto elettrica, ma senza avere alcun successo.

Il piano era quello di portare lo stato di carica ad una percentuale minima per percorrere la distanza che separava l'automobilista dalla propria destinazione, ma collegando la vettura al Supercharger l'indicatore mostrava un flusso di 0 kW. Certo non un segno incoraggiante, soprattutto se devi correre al chiuso mentre fuori la temperatura è letteralmente artica.

A corto di idee, il gestore del canale TESLAPEG ha tentato di collegare la Model 3 ad un'altra colonnina, ma ovviamente il risultato è stato lo stesso: nessuna presa Supercharger era in grado di immettere energia elettrica nell'auto.

In realtà la situazione è leggermente diversa da quella descritta finora. La ricarica in corrente diretta deve prima provvedere a riscaldare le componenti portandole alla giusta temperatura, e soltanto in seguito può introdurre corrente nel pacco batterie. E' molto probabile colonnina e la vettura stessero facendo il loro lavoro, ma TESLAPEG avrebbe dovuto attendere qualche minuto per arrivare al proprio obiettivo.

Provando a ricaricare a potenza ridotta in corrente alternata si sarebbero avuti progressi immediati, ma il problema non risiede nelle colonnine Supercharger. Ciò che impedisce l'accumulo di energia in modo rapido in corrente diretta è la tecnologia agli ioni di litio del pacco batterie, non in grado di gestire al meglio il flusso di corrente a -30°C.

In merito a questo argomento vi rimandiamo a un nostro speciale pubblicato, neanche a farlo apposta, solo pochi giorni fa. In chiusura invece, giusto per restare in tema di pacchi batterie, pare che la Tesla Model 3 riceverà una nuova soluzione da ben 82 kWh, ecco tutti i dettagli.

FONTE: insideevs
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