Renault vuole abbassare i costi: -50% per le auto elettriche e -30 per le termiche

Renault vuole abbassare i costi: -50% per le auto elettriche e -30 per le termiche
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Renault sembrerebbe essere una delle case automobilistiche che meglio ha inquadrato il futuro del settore. Nonostante lo scetticismo del CEO Luca De Meo, secondo cui lo stop di benzina e diesel dell'Ue dal 2035 arriverà troppo presto, i francesi si sono gettati a capofitto nella “mission”.

Nei prossimi anni arriveranno così diverse auto a zero emissioni in casa Renault, a cominciare dalla nuova R5, che verrà presentata ufficialmente nel corso del 2024, arrivando fino alla nuova Twingo, l'elettrica da 20mila euro in arrivo nel 2026, senza dimenticarsi della nuova Renault 4.

Tante vetture dal design moderno, senza dubbio piacevoli, e nel contempo green e low cost. Di fatto la casa automobilistica d'oltralpe sta cercando di soddisfare la domanda degli automobilisti, che stanno chiedendo vetture a batteria piccole e dal costo contenuto, una richiesta non semplice da soddisfare tenendo conto dei prezzi ancora alti della tecnologia green.

Secondo Auto-Moto però l'azienda del diamante ha messo nel mirino una riduzione del 30 per cento dei costi industriali per le vetture termiche e un altro 50 per cento per le auto elettriche, il tutto da raggiungere entro il 2027, quindi fra poco più di tre anni.

Jean-Dominique Senard, presidente del consiglio di amministrazione di Renault e dell'Alleanza Renault-Nissan, ha illustrato dettagliatamente questo ambizioso piano denominato "Re-Industry".

Secondo lo stesso si tratta di un piano basato sul “buon senso”, precisando: "I cinesi sono in grado di produrre con costi di produzione inferiori. Perché non dovremmo essere in grado di farlo? Non abbiamo scelta. Siamo abituati alla concorrenza, non ci spaventa".

Fra gli obiettivi ambiziosi rientranti in questo piano anche quello di ridurre i tempi di assemblaggio, a cominciare dalla Renault 5, che si punta a “costruire” in meno di nove ore in quel di Douai. Nel contempo si ridurrebbero anche i tempi di sviluppo del veicolo, da tre a due anni, e ciò permetterebbe di tagliare ulteriormente i costi.