Renault, nuovo allarme di De Meo: 'I costruttori cinesi sono una generazione avanti'

Renault, nuovo allarme di De Meo: 'I costruttori cinesi sono una generazione avanti'
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L’industria automotive europea ha paura della Cina, poiché dal Paese asiatico arrivano sempre più modelli elettrici a prezzo competitivo, sul piano tecnologico però è una paura fondata oppure no? A sentire le parole di Luca De Meo, Numero 1 del Gruppo Renault, sembrerebbe di si...

Di recente Mercedes-Benz ha smorzato le polemiche rispetto alle più alte tasse di esportazione riservate dalla UE alla Cina a partire da questo 2024, con la quota arrivata al 20%. Per il marchio tedesco è sbagliato tassare le aziende cinesi, la vera battaglia dovrebbe essere sulle tecnologie e la qualità dei prodotti. Nell’idea di Mercedes-Benz, basterebbe proporre al pubblico prodotti migliori per vincere la battaglia commerciale. Sul piano tecnologico però spuntarla non sarà semplice e ce lo conferma una volta di più Luca De Meo, al momento la personalità più autorevole del panorama automotive europeo.

Secondo il CEO del Renault Group, allo stato attuale abbiamo soltanto da imparare dalle aziende cinesi, che sull’elettrico sono “una generazione avanti a noi in termini di prestazioni e di costi”. De Meo si è riferito in particolare all’autonomia, ai tempi di ricarica, alla rete di ricarica ecc, senza dimenticare il software e la velocità di sviluppo dei nuovi modelli. Se in Cina bastano 1 anno e mezzo o 2 per creare e testare un nuovo modello, in Europa ne servono da 3 a 5. “La Cina ha oggi un grande vantaggio competitivo” ha detto De Meo, “controlla dall’80 al 90% della raffinazione dei materiali, il 50% dell’estrazione dei metalli rari e il 75% della produzione globale di batterie, non sarebbe molto furbo chiudere loro la porta. Abbiamo più interesse a commerciare con loro e imparare dalla loro tecnologia. Chiuderci sarebbe la risposta peggiore”.

Una posizione più o meno in linea con Mercedes-Benz, dunque, almeno sul non chiudere la porta in faccia alla Cina. Poi che l’industria asiatica sia avvantaggiata è un dato di fatto: secondo De Meo una vettura elettrica di Segmento C prodotta in Cina costa 6.000-7.000 euro in meno rispetto a una europea. Se si moltiplica questo costo extra per centinaia di migliaia di unità, si capisce subito quanto la situazione sia delicata per le aziende che producono in UE. Il CEO ha chiuso ribadendo che il rapporto con la Cina va gestito, non chiuso a priori.

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