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La redazione di InsideEVs, dopo un'attenta analisi, ha provato a stabilire la velocità perfetta con la quale ricaricare la propria auto elettrica in ogni occasione: se ci si trova a casa, al lavoro o ad una colonnina pubblica.

In primis è stata presa come riferimento una EV con pacco batteria da 50 kWh in modo tale da evitare divergenze pratiche, per poi prendere in esame la ricarica lenta, quella veloce e quella rapida in questo preciso ordine.

Partendo dalla prima, è banale dire che impiega tantissimo tempo per ricaricare completamente un'auto elettrica. La corrente alternata a 220 volt delle nostre case, ad esempio, consente una potenza di appena 2,3 kW, e infatti si parla di circa 22 ore per quanto riguarda il pacco con capienza da 50 kWh. Ciò però non è per forza un fattore negativo se si considerano le soste "obbligate" durante le ore di lavoro o di sonno. Inoltre non bisogna trascurare che la ricarica lenta provoca una usura inferiore delle celle, allungando la vita delle batterie. Insomma, a chi percorre brevi distanza giornaliere e non usa la propria vettura per spostamenti continui, il classico connettore standard di Tipo 2 dovrebbe andare benissimo.

Passando alla ricarica veloce, le potenze più comuni consistono nei 7, negli 11 e nei 22 kW. Questa è la velocità più comune per quanto riguarda la ricarica in corrente alternata casalinga. Il problema però è che le EV assorbono soltanto corrente diretta, e quindi in fase di trasformazione esistono colli di bottiglia i quali difficilmente permettono di ottenere i 22 kW nominali (in Europa l'unica eccezione positiva è la Renault Zoe). Di solito i caricatori a muro dei produttori di auto si fermano a 7 kW, i quali si traducono in 8 ore di ricarica per una batteria da 50 kWh. Per molti queste rappresentano potenza e tempistiche ideali, in quanto nell'arco di una notte riempono al 100 percento una vettura, dato che quasi mai la si scarica completamente.

Infine abbiamo la ricarica rapida, manna dal cielo per chi trascorre una parte considerevole della propria giornata all'interno dell'abitacolo di una EV. La ricarica rapida consente di far balzare l'indicatore della percentuale di carica al 100 percento in pochi minuti, a scapito della vita media di una batteria e a vantaggio delle esigenze quotidiane di molte persone. La ricarica rapida, per potersi definire tale, deve avere una potenza minima di 50 kW in corrente diretta, e le strutture le quali riescono ad erogarla sono molto comuni in Europa e Nord America.

A una tale velocità si può portare una batteria da 50 kWh dallo 0 all'80 percento in 45 minuti, ma non dimentichiamoci dell'esistenza di colonnine ben più capaci. Tesla ad esempio, coi suoi Superchargers V3, dichiara una potenza massima di 250 kW per benefici facilmente intuibili. Da non sottovalutare è però il problema rappresentato dai costi energetici poiché, mentre a casa propria si può sfruttare un'offerta vantaggiosa, le colonnine più potenti richiedono somme maggiori a parità di energia immessa nella propria vettura.

Insomma, per farla breve, non esiste la velocità perfetta per ogni automobilista, ma si può provare a trovare il giusto bilanciamento in base ai propri bisogni personali. Nel frattempo i produttori di auto stanno investendo somme enormi per il miglioramento delle attuali tecnologie: mentre Toyota lavora sulle batterie allo stato solido che si caricano in 15 minuti, Tesla sta sperimentando le celle 4680 le quali promettono maggiore efficienza e costi di produzione inferiori.

FONTE: insideevs
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