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Un buon numero di persone tra gli automobilisti e i motociclisti non smette mai di confrontare i produttori per qualità costruttiva dei motori, per livello di finiture o magari per la potenza erogata.

Stavolta vogliamo concentrarci sui produttori di moto e sulla precisione con la quale costruiscono i motori proprietari. Il gestore del canale YouTube FortNine è stato contattato da un importante produttore di autovetture non meglio specificato (ma non collegato ai seguenti marchi) per consentirgli di eseguire dei test di laboratorio utili a carpire la pulizia dell'olio motore di ben dodici modelli di moto appartenenti ad altrettanti brand: KTM, Ducati, Royal Enfield, Harley-Davidson, Yin Xiang, BMW, Triumph, Kawasaki, Suzuki, Honda, Yamaha e Aprilia.

Il test consisteva nell'utilizzare per un po' ognuna di queste moto nuove di zecca per poi prelevarne 100 millilitri di olio e analizzarlo con un precisissimo microscopio: gli esemplari col motore meglio costruito avrebbero restituito un olio con la minore quantità possibile di particelle esterne. Si tratta di un elemento sicuramente importante, poiché i propulsori più puliti sono anche meno inclini a problemi e rotture nel corso degli anni, a differenza d quelli che si avvicinano o superano il milione di particelle.

Alla fine dei conti la moto di Yin Xiang ha riportato una tale quantità di corpi esterni da mandare in tilt il microscopio, che ha comunque rilevato dei valori assolutamente fuori scala: quasi 12 milioni di particelle dal diametro inferiore i 5 micrometri. Non è insolito trovare dei minuscoli pezzettini di fibra, di plastica o di metallo dentro un motore, ma in questo caso la qualità generale si è rivelata atroce.

Proseguendo dalle peggiori alle migliori ci imbattiamo subito nei due brand italiani: Aprilia e Ducati. L'olio della prima aveva al suo interno 2,3 milioni di particelle circa, mentre quello della seconda 1,8 milioni. Stiamo parlando di valori ai limiti dell'accettabilità.

Andando oltre troviamo Harley-Davidson con 506.112 particelle, Suzuki con 475.318 e Triumph con 269.129. Da qui in poi c'è l'eccellenza del settore, poiché Yamaha, Kawasaki, KTM e Honda hanno rispettivamente riportato 145.166, 115.907, 102.257 e 101.704 particelle. Svettano nel modo più assoluto due produttori in grado di staccare tutti gli altri: BMW e Royal Enfield con 62.811 e 62.808 particelle. Yamaha (ecco la nuova R7 2021) ha invece dominato la classifica per quanto concerne le particelle di dimensioni maggiori, che tutto sommato sono quelle che possono causare grossi guai anche nell'immediato.

Attenzione, questo non significa che i marchi di moto meno virtuosi costruiscano moto da manutenere in continuazione, ma dal nostro canto speriamo che migliorino le linee di produttive per la realizzazione di esemplari sempre più efficienti.

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