I prossimi veicoli colpiti dalla rivoluzione elettrica saranno i carri armati

I prossimi veicoli colpiti dalla rivoluzione elettrica saranno i carri armati
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Mentre le auto elettriche stanno convincendo sempre più automobilisti, in molti discutono della prossima frontiera dell'elettrificazione. E frontiera sembra davvero la parola più calzante, perché a trarre un grande beneficio dalla propulsione elettrica potrebbero essere i carri armati. È una sfida non priva di ostacoli ma ricca di vantaggi.

Propulsione elettrica o ibrida nei carri armati? Il primo beneficio è ridurre il consumo di carburante da parte degli eserciti. I carri armati attualmente dispiegati nei principali scenari di guerra montano motori a benzina o diesel. È lapalissiano che per trasportare un veicolo corazzato da 60 tonnellate serva una quantità di carburante sproporzionata.

I motori devono essere estremamente potenti, perché devono fornire energia anche al sistema di puntamento, ai sensori, e agli armamenti.

Ai carri moderni, pena l'essere un facile bersaglio, serve anche un'accelerazione importante. Il rapporto peso-cavalli di un carro armato idealmente dovrebbe sempre essere di almeno 20 a 1. Di cosa stiamo parlando? Prendiamo ad esempio l'M1 Abrams, carro armato usato in medio oriente dagli USA dalla Guerra del Golfo all'Iraq. Il motore è un AGT-1500: 1500 CV, rapporto peso potenza di 24.

Una macchina da guerra divora carburante. Una divisione armata americana arriva a consumare 500.000 galloni di carburante al giorno. Carburante che viene normalmente spedito dall'America. Scordatevi poi che l'utilizzo di carburante nei mezzi corazzati sia omogeneo. L'M1A2 Ambrams vuole benzina, ma altre bestie come l'M2 Bradley o il Paladin necessitano di diesel.

Fare la guerra richiede un impegno logistico ed economico senza pari.

Ma se la carta vincente fosse proprio l'utilizzo di motori elettrici? Addio necessità di trasportare per mare e aria migliaia di tonnellate di barili di carburante.

Ma non solo, aggiornare o riparare motori e trasmissione in un veicolo a combustione termina è un'affare complicato, al contrario i veicoli elettrici possono sfruttare una modularità più efficace. Anche questo è un vantaggio non da poco, che aiuterebbe ad aumentare la longevità dei carri.

Arrivati a questo punto, siamo sicuri che vi stiate chiedendo come diavolo si fa a generare energia elettrica o ricaricare un carro armato in uno scenario di guerra. Che è una domanda più che legittima. Anche solo i generatori a diesel potrebbero ridurre marginalmente la quantità di carburante necessario, ma non ci allontaniamo più di tanto dal problema.

Una possibile soluzione, allora, potrebbe essere quella di usare batterie intercambiabili, come quelle dei vecchi smartphone. Ma il vero progetto a cui l'esercito guarda da anni con una certa attenzione, è la possibilità di costruire centrali nucleari da campo o, addirittura, dispiegare reattori nucleari portatili.

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