Prosegue il razzismo ai danni di Lewis Hamiton: la FIA non ne può più

Prosegue il razzismo ai danni di Lewis Hamiton: la FIA non ne può più
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Lo scorso weekend di Formula 1 è stato alquanto diverso dal solito, soprattutto perché a Silverstone si è deciso di introdurre le nuove regole atte a stabilire la griglia di partenza del Gran Premio: sono state abbandonate le tre fasi per lasciare spazio alla Sprint Race, e cioè ad una breve gara in cui il vincitore si aggiudica la Pole Position.

Alla fine dei conti il giovanissimo Max Verstappen ha ancora una volta dimostrato il proprio valore partendo dalla prima piazza a svantaggio del campione scafato Lewis Hamilton, che però non ha assolutamente alzato bandiera bianca, e ha anzi dichiarato guerra fin dal primo metro.

Dopo alcune curve il duo ha raggiunto la Copse, e cioè una curva a destra estremamente veloce, durante la quale Max e Lewis si sono toccati a 290 km/h. Il pilota olandese ha avuto ampiamente la peggio, e la sua monoposto è stata spedita contro le barriere laterali con una violenza inaudita: a quanto pare l'impatto ha raggiunto i 51G.

Per fortuna Verstappen è stato estratto dal proprio abitacolo, e i primi esami all'ospedale di Coventry non hanno riportato di grosse contusioni o ferimenti. Il problema però è che proprio da quel momento i fan si sono scatenati attraverso i social per stabilire di chi fosse la colpa, ma in un attimo la situazione ha preso una brutta piega: centinaia di insulti razzisti reiterati hanno riportato a galla un fenomeno endemico nello sport, e chi segue il calcio ricorderà sicuramente il trattamento riservato ai campioni della nazionale di calcio inglese solo pochi giorni fa.

La Formula 1 e la FIA però non ne possono più, e poche ore dopo hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale per invitare i fan a distaccarsi da tali dinamiche:"Durante, e anche dopo, il British Grand Prix svoltosi ieri, Lewis Hamilton è stato sottoposto a multiple istanze di abusi razziali sui social media a partire dalla collisione in gara."

"La Formula 1, la FIA e Mercedes-AMG Petronas F1 Team condannano questo comportamento nel modo più forte possibile. Non c'è spazio per queste persone nel nostro sport, e bisogna immediatamente renderle responsabili per le loro azioni. La Formula 1, la FIA, i piloti e le scuderie si stanno impegnando per costruire uno sport inclusivo e diversificato, e questi inaccettabili casi di abusi online devono essere evidenziati ed eliminati."

Nel frattempo anche Red Bull Racing Honda ha preso posizione tramite il post Twitter visibile in calce, e da parte nostra non possiamo far altro che unirci al coro contrario a ogni tipo di discriminazione.

FONTE: thedrive
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