Problemi con l'autonomia della Tesla? Ecco come massimizzare il range

Problemi con l'autonomia della Tesla? Ecco come massimizzare il range
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La crescita nella vendita di auto elettriche sta, soprattutto negli ultimi mesi, diventando letteralmente esponenziale, e sta andando a modificare anche il comportamento dei proprietari di EV, i quali non devono più recarsi alle stazioni apposite per rifornire di carburante la propria macchina.

Le differenze fra auto a combustione interna e ad alimentazione elettrica però non si fermano qui, per cui vorremmo citare qualche piccolo accorgimento utile a gestire al meglio il pacco batterie integrato delle Tesla per ottimizzare i consumi e incrementare l'autonomia per singola carica.

Il primo elemento da tenere sotto controllo è la differenza fra la percentuale di batteria residua e quella effettivamente mostrata a display. Il range delle Tesla può variare secondo multipli fattori, ma il range mostrato è quello derivante dai test della EPA, e non si basa sullo stile di guida del proprietario dell'auto. Secondo la casa di Fremont la cosa migliore da fare per monitorare la situazione è impiegare l'app dedicata, la quale analizza i pattern del conducente e proietta le stime sul range.

Riguardo invece i modi per evitare una scarica troppo veloce, che può portare l'autonomia al di sotto dei numeri forniti dall'EPA, è bene seguire poche ma semplici regole. Innanzitutto non bisogna ovviamente portare troppo spesso e per tempi prolungati la Tesla alla sua velocità massima o vicino ad essa. A seguire, è meglio evitare stop e ripartenze continui (nel traffico non c'è modo per farlo) e percorrere tragitti di poche centinaia di metri ripetutamente. Se possibile, è meglio scongiurare un lungo percorso montuoso e, infine, è consigliabile lasciare la macchina in garage durante la pioggia battente o una tempesta di neve.

Un altro modo per far rendere al meglio la propria EV concerne l'ottimizzazione della routine di ricarica. Collegare alla corrente la macchina in modo costante e ricorrente può fare meraviglie, ed è ovvio che una carica lenta con un wallbox casalingo è migliore di una breve sosta al Supercharger V3: bisogna utilizzare l'infrastruttura di ricarica rapida soltanto per necessità. Chi bazzica il mondo tech sa che questi principi valgono anche per le batterie degli smartphone, e un guru dell'ambito suggerirebbe anche di tenere lo stato di carica fra il 20 e il 90 percento.

In soccorso di chi deve percorrere tratte particolarmente lunghe viene la frenata rigenerativa, presente oramai in tutte le Tesla moderne. Il sistema consente di massimizzare l'efficienza rallentando la vettura senza sprecare energia, poiché rimanda quest'ultima nel pacco batterie ad ogni decelerazione.

Nel caso in cui la carica della propria EV è molto bassa e la temperatura ha raggiunto uno standard polare è bene evitare una ricarica rapida e puntare tutto un'alimentazione lenta ma costante. Riscaldare la batteria può oltretutto essere di grande aiuto, e in questo senso l'attivazione del riscaldamento da remoto tramite l'app ufficiale è fondamentale.

In chiusura, non ci pare necessario menzionare altri fattori come ad esempio l'ottimizzazione dell'aerodinamica o il controllo della pressione delle gomme poiché questi riguarderebbero anche le vetture tradizionali, quindi vi consigliamo di buttare l'occhio a un nostro speciale sulle auto elettriche e le basse temperature: quanta autonomia fa perdere il freddo?

FONTE: electrek
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