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Il 2021 può essere definito come l’anno delle restomod, dal momento che ne vediamo di nuove ogni settimana. C’è da dire però che non deludono mai e ogni volta ci deliziano con dettagli degni di nota. Questa Firebird Trans Am del 1979 ad esempio, sembra piuttosto innocua a prima vista, ma il motore è di un altro pianeta.

Originariamente, la vettura montava un 4.9 litri V8 turbo con circa 210 CV, invece l’esemplare che vedete accoglie un propulsore realizzato ad hoc da 7.0 litri con doppio turbo da 76 mm, che a bassa pressione “limita” la potenza a circa 1000 CV, ma premendo un tasto nell’abitacolo che va ad agire sul boost controller, l’auto può superare i 1400 CV, avvicinandosi ai numeri della Bugatti. La particolarità di questa configurazione è che può essere utilizzata quotidianamente senza particolari problemi, a differenze del motore originale, che aveva un comportamento non tanto regolare.

Per imbrigliare tutta questa potenza l’auto è stata allargata di 10 cm e calza pneumatici completamente slick su cerchioni specifici che ripropongono lo stesso disegno di quelli originali. L’estetica dell’auto infatti è fedelissima all’auto da cui deriva, e un occhio poco attento farebbe davvero fatica a distinguere la restomod dalla standard.

La Firebird è stata restaurata e agghindata per assomigliare alla Trans Am SE, il modello caratterizzato dalle strisce oro che evidenziano le linee della carrozzeria e dal disegno della fenice sul cofano. L’apparente innocenza dell’auto viene incrementata ancor più dallo scarico, che non è affatto rumoroso se pensiamo al motore equipaggiato, il che la rendono un perfetto esempio di “sleeper”, quel tipo di auto che passano inosservate, ma che all’occorrenza possono diventare dei veri e propri mostri.

Prima di lasciarvi vi consigliamo qualche altra restomod sa tenere d’occhio, quindi non vi potete assolutamente perdere la Kimera EVO37, e la Porsche 964 elettrificata da Everrati Automotive Limited.

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