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Bjorn Nyland ha di recente avuto modo di provare, per tempi piuttosto prolungati, un esemplare di Polestar 2 provando soprattutto a carpirne l'autonomia effettiva. La vettura ha un rating di 470 chilometri per singola carica in ciclo WLTP.

Insomma, è venuto fuori che a una velocità costante di 90 km/h la macchina ha garantito un range di 435 chilometri, per un consumo piuttosto alto di 167 Wh/km. L'energia utilizzabile si è attestata invece sui 72,9 kWh dei 78 kWh totali dei quali dispone il pacco batteria. Il risultato è stato di 86 chilometri inferiore rispetto a quanto può fare una Tesla Model 3 Performance, e del 7.4 percento più basso se confrontato col ciclo WLTP combinato ufficiale.

Aumentando la velocità di navigazione a 120 km/h, la Polestar 2 ha percorso un totale di 305 chilometri, con un incremento dei consumi del 37 percento a 229 Wh/km. Questa volta l'auto elettrica ha messo a disposizione appena 69,9 kWh. Curiosa inoltre la coincidenza relativa alla percorrenza rispetto alla Model 3, che anche in questo caso è risultata essere inferiore di 86 chilometri.

Provando a trovare una ragione per queste divergenze, non possiamo non tirare in ballo l'aerodinamica poiché, essendo la Polestar 2 molto più ingombrante a livello di volume, di sicuro ha un rapporto peggiore con l'attrito dell'aria rispetto alla più slanciata berlina californiana.

Di recente invece hanno stupito immensamente le prestazioni in autonomia per singola carica relative alla Lucid Air e alla Hyundai Kona Electric. La prima ha ottenuto, tramite enti terzi, una registrazione a 830 chilometri di autonomia in ciclo EPA, mentre la seconda ha persino superato i 1.000 chilometri di range, anche se in questo ultimo caso il test svolto è stato molto specifico.

FONTE: insideevs
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