Pochi anni fa le batterie delle EV erano pessime: ecco un'analisi sulle prime Tesla

Pochi anni fa le batterie delle EV erano pessime: ecco un'analisi sulle prime Tesla
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I più vecchi esemplari di Tesla sono oramai in circolazione da circa 13 anni. Questa informazione può apparire assurda, ma in effetti la crescita esponenziale della compagnia di Elon Musk è avvenuta negli ultimi due o tre anni, mentre fino a cinque anni fa il produttore di Fremont ha avuto più di qualche problema.

In ogni caso, le primissime varianti della Tesla Model S sono sul mercato da un decennio, e incarnano le vere e proprie pioniere nel mondo della propulsione elettrica e dell'uso di batterie per autovetture. Ciò ci consente, grazie ad un recente studio, di capire quanto durevoli fossero i componenti di questi esemplari.

Gruber Motor Company, che nel tempo ha messo le mani su tantissime Model S, ha provato a portare in essere un'analisi accurata nel merito della resilienza delle batterie integrate. Prima però Pete Gruber, CEO della compagnia appena citata, ha affermato che i primi esemplari di Tesla Roadster fossero davvero troppo in anticipo coi tempi, e che spesso rappresentassero tutt'altro che modelli definitivi: alcune vetture vendute al pubblico erano in realtà in fase prototipale.

Ciò portò ad un elevato tasso di inaffidabilità, che in parte si protrasse anche sulle prime Model S, le quali con una certa frequenza presentavano una degradazione rapida delle celle. In molti casi Gruber trovava difficile giustificare sostituzioni integrali da oltre 22.000 dollari per auto che, negli Stati Uniti, valevano meno di 30.000 dollari.

Fu molto più conveniente provare ad individuare le celle difettose e sostituirne il minor numero possibile per una cifra che si attestava, e che si attesta ancora oggi, intorno ai 5.000 dollari. Adesso l'affidabilità e il degrado delle EV sembra essere migliorato nettamente, ma si tratta di un'evoluzione tecnologica che richiede tempo. Tornando indietro di qualche anno non erano soltanto i modelli di Tesla a lasciare di tanto in tanto a piedi i loro proprietari: le Nissan Leaf e le Toyota Prius erano nella stessa situazione.

D'altro canto gli esempi di modelli elettrici del 2011 o 2012 con centinaia di migliaia di chilometri e pochissima manutenzione effettuata sono tantissimi, e le prospettive per il prossimo futuro si fanno sempre più interessanti.

Molti produttori stanno sviluppando le batteria allo stato solido e, secondo brand quali CATL, saranno letteralmente rivoluzionarie. In tal senso i riflettori sono puntati anche su Toyota: la casa giapponese potrebbe lanciare la sua prima EV con batterie allo stato solido a brevissimo.

FONTE: thedrive
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