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Di classifiche sulla bellezza o la bruttezza delle auto ne è pieno il web, questa volta tuttavia il giudizio arriva da un ente d'eccezione, Goodwood Road & Racing, organizzatore del prestigioso Goodwood Festival of Speed. Fatta questa premessa vediamo insieme le 7 auto da corsa più brutte di sempre.

Il primo veicolo è frutto di un cambio regolamentare epocale in Formula 1, siamo nel 2014, l'inizio dell'era ibrida. La FIA impose musi basi, senza però specificare la larghezza della superficie: nascono così monoposto con una piccola protuberanza finale che accontenta furbescamente le regole. Tra esse spicca la Caterham CT05, una delle F1 più brutte mai realizzate.

Le prime due generazioni di Daytona Protoype sono contraddistinte dalle forme tozze e poco aggraziate. La pressoché nulla leggiadria delle carrozzerie era imputabile principalmente al padiglione alto e ampio. Tra le partecipanti la Dallara DP-01 ha l'aggravante di presentare una delle calandre più antiestetiche del mondo delle competizioni.

Sangue statunitense e nome italiano, la Panoz Abruzzi del 2011 merita il posto nella lista. Ha una calandra caotica da guardare, naso aquilino, un posteriore grottesco e cerchi minuscoli rispetto alla massiccia carrozzeria. Mossa da un GM LS3 da 608 CV, la Abruzzi è una vera meteora del motorsport: disputò 19 giri della 12 Ore del Sebring 2011, per poi sparire per sempre.

Si torna alla Formula 1 con una chicca: la Ensign N179. Progettata da Dave Baldwin per la stagione 1979, questa monoposto sfruttava l'idea di montare i radiatori sull'anteriore, riducendo ingombri laterali e migliorando il raffreddamento. I risultati ottenuti da questa soluzione furono miseri e durante la stagione fu introdotta un'evoluzione, priva della "grattugia" anteriore.

Veniamo all'auto più celebre della lista, la Porsche 917/20 "Pink Pig", il maiale rosa. La livrea rosa con i nomi dei tagli di carne in bella vista era effettivamente una risposta a chi definiva l'auto così massiccia e goffa da sembrare un suino. Secondo una voce di corridoio mai confermata Martini & Rossi rifiutò di sponsorizzare una vettura così brutta. La 917/20 era più un'auto laboratorio, per testare le parti destinate alle Porsche da Can-Am, che un vero bolide da competizione; partecipò alla sola 24 Ore di Le Mans 1971, ritirandosi a metà gara. E pensare che la sorella Porsche 917K è considerata una delle auto da corsa più affascinanti della storia.

Il regolamento di Formula 1 del 2009 aveva lo scopo di eliminare le complesse - e a volte antiestetiche – soluzioni aerodinamiche della stagione 2008. Non andò bene: molte delle monoposto in griglia avevano un muso gigantesco, pance ampie e posteriori sgraziati. Tra esse spicca la Renault R29, dotata anche di una mediocre livrea bianca, gialla e arancione. A livello di risultati la R29 fu un disastro, Fernando Alonso, rientrato quest'anno in Formula 1, riuscì soltanto a strappare un podio a Singapore.

Cari giocatori di Gran Turismo 6, la riconoscete? Ecco la Deltawing in tutto il suo splendore. Fu progettata come Indycar, poi una volta perso il bando fu convertita a sport prototipo, divenendo anche ospite del noto Garage 56 di Le Mans, destinato ai veicoli sperimentali. La vettura nacque come barchetta, il problema visivo nacque quando nel 2013 fu dotata di un abitacolo chiuso. La Deltawing Coupe è uno degli oggetti più sproporzionati mai concepiti dall'umanità.

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