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Le nuove monoposto per la stagione 2022 del campionato mondiale di Formula 1 sono state svelate, e tra le tante novità, non passa certo inosservato il retrotreno, che adesso è caratterizzato da un alettone curvo e da un generoso diffusore d’aria. A cosa serviranno queste modifiche così radicali rispetto alle attuali monoposto? Ora ve lo spieghiamo.

Il grosso problema delle Formula 1 attuali è causato dallo stesso elemento che le fa andare così forte, vale a dire l’aerodinamica. Se da un lato i disegni delle appendici permettono di generare tantissimo carico sulle gomme, incrementando quindi il grip e le velocità in curva, allo stesso tempo “sporcano” irrimediabilmente il flusso d’aria che generano, andando a dar fastidio alle vetture che seguono.

Se tante volte sentiamo parlare di “gare noiose, pochi sorpassi etc”, sicuramente uno dei motivi principali risiede proprio in questo problema. I piloti che seguono infatti non riescono a mantenere il contatto col pilota davanti a causa del flusso d’aria “sporco” che riduce l’efficacia dell’aerodinamica della vettura inseguitrice.

E la perdita di carico è notevole, infatti ad una distanza di tre vetture si ha una riduzione del 35%, che sale addirittura al 57% nel momento in cui la distanza si riduce ad una sola monoposto. Questo comporta difficoltà nel mantenere il passo di chi conduce la gara, e soprattutto grandi difficoltà di sorpasso, perché con un carico aerodinamico ridotto le auto che seguono soffrono di un notevole sottosterzo, che a lungo andare scalda anche le gomme e crea ulteriori problemi.

Quanto descritto è, a grandi linee, ciò che viene spiegato e argomentato nel video realizzato dal pilota Scott Mansell di Driver61, che poi continua spiegando come il nuovo corpo vettura creerà un effetto suolo che garantirà quasi lo stesso livello di carico aerodinamico delle vetture attuali, ma la conformazione del nuovo alettone aiuterà a pulire il flusso d’aria, che poi verrà spinto verso l’alto dal nuovo estrattore posteriore, così da permettere, in teoria, gare più combattute e distanze ravvicinate.

La FIA ha sottolineato che le nuove vetture non avranno necessariamente un impatto immediato sulle corse, ma l’ingegnere Nikolas Tombazis ha osservato poche settimane fa: "In breve tempo ci aspettiamo di vedere un livello di competitività più simile tra le vetture e le auto potranno seguirsi più da vicino”.

Non ci resta quindi che aspettare la prossima stagione, per vedere se le novità porteranno realmente dei benefici alla competizione, che effettivamente negli ultimi anni non è proprio entusiasmante come un tempo.

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