Norme UE su auto ecologiche: Italia fuori dalla lista compensazioni, allarme VW

Norme UE su auto ecologiche: Italia fuori dalla lista compensazioni, allarme VW
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Alla fine l'Italia non figura trai Paesi avvantaggiati nel processo di norme europee per la riduzione della CO2. Assieme all'Italia spariscono pure Spagna e Danimarca dalla lista dei Paesi aiutati. Ma Volkswagen aveva già denunciato gli aumenti di prezzo che la normativa europea imporrà ai consumatori meno benestanti.

L'Unione Europea vuole arrivare ad un taglio delle emissioni di CO2 del 15% entro il 2025, a sei anni da oggi. Ma nel 2030 il taglio è ancora più draconiano: meno 37,5% per le auto, e meno 31% per i furgoni. La misura che spinge per accelerare il processo di riduzione delle emissioni, tuttavia, prevede anche una serie di agevolazioni che tengono conto della particolare natura di alcuni mercati precisi.

Così assieme ai tagli anche una lista di Paesi che saranno agevolati in questa fase di transito, doveva esserci pure l'Italia inizialmente, ma alla fine con i nuovi parametri è stata esclusa assieme ad altri. Il regime delle compensazioni dà infatti un peso maggiore alle nuove immatricolazioni di veicoli ZLEV —quelli a basse immissioni come ibride plug-in e EV— in alcuni Paesi, rendendo più semplice il raggiungimento degli obiettivi nei mercati più piccoli. Ma trai requisiti per accedere al regime agevolato c'è quello di non aver superato le 1.000 immatricolazioni di ZLEV nel 2017, e il dato è di 2.147 per l'Italia.

Nel frattempo, Vokswagen lancia l'allarme: obbligo riduzione immissioni? Ok, ma ha un costo.

"Volkswagen sta facendo il possibile per contrastare l'aumento dei costi", aveva detto Christian Dahlheim, responsabile vendite di VW. "Tuttavia, è chiaro che non sarà possibile compensare completamente i maggiori costi dei materiali". Gli aumenti maggiori in proporzione? Quelli delle auto entry-level, a danno dei consumatori con potere d'acquisto limitato.

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