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Il mondo dell’auto è cambiato molto negli ultimi 60 anni. Le vetture diventano più sicure e potenti ma anche più pesanti, grosse e voluminose. Il costruttore David Brown Automotive, situato a Silverstone, lo sa bene e ha quindi deciso di dare nuova vita ad una Mini del 1959 trasformandola in una restomod di altissima qualità.

Nei mesi scorsi vi avevamo già mostrato una ricca galleria della Mini Oselli Remasterd Edition, ma adesso torniamo a parlarne perché il team di Top Gear ha avuto il piacere di sedersi sul sedile di guida per parlarci di questa piccola peste. Come si evince dal nome, questo modello è stato costruito avvalendosi dell’aiuto di Oselli Classic & Sports Cars, un’azienda specializzata nel restauro e nella preparazione di auto d’epoca.

Sotto al cofano monta il motore BMC A-Series da 1420 cc, la stessa unità che veniva montata sulle Mini orginali, ma in questo caso è stata potenziata così da erogare 125 CV e 153 Nm di coppia massima sulle ruote anteriori, che trovano grip grazie all’utilizzo di un differenziale autobloccante, collegato ad un cambio manuale a 5 rapporti. La potenza è lontana dagli standard a cui siamo abituati oggi, ma unita al peso ridotto dell’auto, permettono di lanciare questa Mini restomod da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi, accompagnati da una colona sonora di prim’ordine.

Anche Jack Rix di Top Gear ha notato delle prestazioni che oggi possono sembrare datate, ma all’interno della piccola Mini sembra di andare molto più forte, perché è minuscola, leggera e soprattutto priva di tanti filtri che attanagliano le auto attuali. Per assurdo, la pista non è il suo terreno di caccia, ma su una strada tutta curve diventa un proiettile impazzito che rimane ancorato a terra grazie ai cerchi da 13 pollici con pneumatici in mescola sportiva e alle sospensioni completamente regolabili della Bilstein. Se le cose si dovessero mettere male, c’è anche un rollbar completo che tornerà utile in caso di ribaltamento.

Gli interni rispecchiano il look retro dell’auto ma la cura dei dettagli e i materiali sono chiaramente attuali, e non manca uno schermo sulla console centrale che funge da sistema di infotainment con Apple CarPlay.

I lati negativi di questa piccola peste, se così possiamo definirli, sono la produzione limitata in soli 60 esemplari che contribuisce ad alzare il prezzo della vettura, che nella versione 4 posti richiede una spesa di 118,000 sterline (139,900 euro), mentre per la 2 posti servono 130,000 sterline (154,100 euro). Un prezzo salatissimo, che supera di gran lunga quanto occorre per portarsi a casa una Porsche Cayman GT4, e forse costerà meno anche la Cayman GT4 RS in arrivo il prossimo anno.

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