Mazda RX-7, l'auto a motore rotativo che dominò il mondo

Mazda RX-7, l'auto a motore rotativo che dominò il mondo
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Se vi chiedessimo "Quali sono stati gli elementi che hanno reso la Mazda RX-7 una vettura unica?", dovreste rispondere quasi certamente "leggerezza", "dinamica di guida" e "motore rotativo". Sono stati proprio questi tre elementi a caratterizzare la vettura lanciata da Mazda nel 1978.

Parliamo dell'auto a motore rotativo più venduta della storia, che ha avuto tre generazioni differenti in grado di dominare anche i circuiti internazionali. Inoltre sentirne arrivare una era alquanto facile, grazie al caratteristico suono del propulsore a doppio rotore, che portò l'auto alla vittoria nella classe 1.600-2.300 cm3 del British Saloon Car Championship nel 1980 e nel 1981.

È stata proprio la prima RX-7 a ispirare la Mazda 787B a quattro rotori e 710 CV di potenza, arrivata sul mercato nel 1991, portando non poco scompiglio alla 24 Ore di Le Mans. Ma non spostiamoci troppo dalla nostra protagonista: se la prima generazione vantava 100-135 CV (a seconda del mercato), pesando poco più di una tonnellata, la seconda RX-7 del 1985 si affidava a linee d'ispirazione Porsche, al sistema Mazda DTSS (Dynamic Tracking Suspension System) e a un turbocompressore. Il motore 13B da 1.3 litri arrivò su tutti i mercati, in Europa però i cavalli offerti erano 150 CV, prima dell'arrivo dei 180 e dei 200 CV.

L'ultima generazione invece è arrivata nel 1992, con un nuovo turbocompressore sequenziale gemellato che ha portato la potenza a 239 CV, con uno scatto 0-100 possibile in 5,3 secondi e una velocità massima autolimitata di 250 km/h. In Giappone la potenza di questa auto storica arrivò addirittura a 280 CV. La fine commerciale della Mazda RX-7 è poi arrivata nel 2002, con 811.634 esemplari totali prodotti in 24 anni. Un modello sicuramente chiave nei 100 anni di storia Mazda.

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