La Libia blocca l'esportazione del petrolio: prezzi dei carburanti in aumento?

La Libia blocca l'esportazione del petrolio: prezzi dei carburanti in aumento?
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Mentre il mercato delle auto elettriche si sviluppa a piccolissimi passi, esportare petrolio dalla Libia diventa sempre più difficile, ed è possibile che i prezzi dei carburanti aumentino nelle prossime ore.

Nella giornata di ieri, 19 gennaio 2020, i miliziani locali che fanno capo al generale Haftar hanno bloccato cinque porti chiave per l'esportazione del greggio, parliamo di Brega, Sider, Tobruk, Lanuf e Zuetina. La compagnia petrolifera nazionale Noc è stata così costretta a sospendere i contratti di esportazione del petrolio, un colpo non da poco visti gli 800.000 barili di oro nero spostati ogni giorno, che da soli rappresentano il 70% della produzione del Paese.

Con l'attivazione del blocco, compagnie e popolazione perdono 55 milioni di dollari al giorno, con ripercussioni anche nel nostro Continente. L'85% circa di quei barili vengono infatti distribuiti tra Francia, Germania e la nostra Italia, motivo per cui qualcuno ha paura che i prezzi dei carburanti possano salire, la realtà però potrebbe essere leggermente più favorevole.

Forte dell'esperienza degli anni passati, l'Italia ha capito che è sempre meglio diversificare l'importazione del greggio, proprio per evitare problemi inerenti un singolo Paese; dalla Libia nel 2019 abbiamo preso "solo" il 12% del nostro fabbisogno totale, circa 140.000 barili al giorno. Una quantità che in caso di emergenza è possibile recuperare anche da altre parti del mondo, inoltre tutti i Paesi Ocse hanno riserve in grado di coprire almeno tre mesi di consumi, sulla carta dunque il rischio che la crisi libica delle ultime ore vada a ritoccare i prezzi alla pompa nel nostro Paese è molto basso. Poi bisognerà vedere come si comporteranno i singoli distributori, chiaro, sarà necessario vigilare.

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