Conoscevate la Lamborghini Countach Evoluzione? Era un prototipo fuori di testa

Conoscevate la Lamborghini Countach Evoluzione? Era un prototipo fuori di testa
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La Lamborghini Coutach è la vettura più iconica del brand di Sant'Agata Bolognese, nonché una delle più impattanti supercar della storia dell'auto. Questo però non vuol dire che tutti conoscono la Countach Evoluzione: si tratta di un prototipo costruito in un solo esemplare, il quale guardava al futuro con un certo stile.

Il rarissimo modello è stato lanciato nel 1987 e prodotto dalla divisione "Composite Department" di Lamborghini sotto l'occhio attento di quello che all'epoca era un giovanissimo capo designer, Horacio Pagani. Sì, è proprio l'uomo che alcuni anni dopo avrebbe tirato fuori un'altra macchina assolutamente indimenticabile: la fenomenale Zonda.

Alla fine degli anni '80 quindi la Countach Evoluzione era una sorta di test per nuovi materiali, nuovi metodi di produzione e tecnologie all'avanguardia, e alcuni elementi sono effettivamente diventati uno standard per le moderne supercar e hypercar.

L'estetica di carrozzeria ed abitacolo ammaliavano l'osservatore con linee da film fantascientifico dello stesso periodo grazie a forme minimali, all'uso estensivo del bianco e del nero e al look certamente asettico. La carrozzeria però risulta essere molto meno semplicistica degli interni, poiché un miscuglio di linee aggressive e l'alternanza tra componenti argentate e nere dona alla Evoluzione uno stile di sicuro figlio dei tempi.

Alla fine il team riuscì a tirar fuori una macchina dalla massa pari ad appena 980 chilogrammi: un risultato pazzesco se compariamo il peso alla Countach di produzione, che attestava sui 1.500 chilogrammi. Insomma, il poderoso V12 aspirato da 5,0 litri riusciva attraverso i suoi 497 cavalli ad attuare un rapporto tra potenza e peso a dir poco disarmante, e la sua accelerazione da 0 a 100 km/h in 4 secondi era da record assoluto per il periodo. Oltretutto neanche con la velocità massima si scherzava: la supercar era in grado di toccare i 330 km/h.

Per non farsi mancare nulla gli ingegneri della casa italiana guardarono al futuro concentrandosi anche sull'elettronica: l'ABS e le sospensioni controllate elettronicamente erano quasi del tutto assenti, e lo sarebbero stati ancora per un po'.

Per chiudere tornando al presente, il brand del Toro ha di nuovo intenzione di cambiare tutto rivoluzionando il sistema di alimentazione dei propri modelli. Per un bel po' sentiremo ancora parlare della combustione interna (l'erede della Aventador monterà il V12), ma il CEO Stephan Winkelmann sta già pensando ai futuri bolidi elettrificati e completamente elettrici.

FONTE: carscoops
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