La guida autonoma non rileva le persone di colore? Niente di più falso

La guida autonoma non rileva le persone di colore? Niente di più falso
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Negli ultimi mesi si è alzato un piccolo polverone riguardante la guida autonoma, rea di non individuare le persone di colore per strada, rendendo così la marcia molto pericolosa per la gente di carnagione scura. Ma è davvero così? Se ne parla in uno studio prodotto da arXiv appena discusso alla Cornell University, nello stato di New York.

A molti l'idea che i sistemi di guida autonoma non rilevassero le persone di colore è subito sembrata una sciocchezza e lo studio in questione lo dimostra punto per punto. La guida autonoma attuale (a proposito, proprio questa mattina il nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato l'ok alla sperimentazione della guida autonoma in Italia) si serve di piccole telecamere per riconoscere la strada, oggetti e persone, parliamo però di dispositivi dalla risoluzione relativamente bassa, di certo non adatta a rilevare con esattezza volti o il colore della pelle di un pedone.

Ogni persona viene trasformata in una manciata di pixel e la sfumatura della pelle non influisce in alcun modo nel rilievo. Le telecamere del resto non operano da sole, sono supportate da altri sensori come radar e lidar (per saperne di più: come funziona un lidar?), che scansionano l'ambiente circostante tramite laser e onde radio, e non importa che la nostra pelle sia bianca, nera, verde, gialla, viola: ogni oggetto fisico presente nello spazio viene rilevato indistintamente, segno che le recenti polemiche non sono state altro che becere operazioni di clickbait, nulla di più.

FONTE: TheDrive
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