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Jeson Jenske, il tizio dietro il canale YouTube Engineering Explained, è proprietario della sua Tesla Model 3 da oramai due anni, ma a quanto pare non è affatto contento dell'assistenza della casa automobilistica di Fremont.

Nel caso in cui l'aveste seguito finora sapreste sicuramente della sua ampissima copertura in merito alla Model 3, e anche il fatto che si è sempre detto totalmente entusiasta della EV californiana, fino al momento in cui ha dovuto avere a che fare con l'assistenza ufficiale.

Fenkse ci spiega che tutte le parole positive che egli stesso ha speso in favore della vettura sono sempre veritiere, e sostiene ancora che la Model 3 al momento non abbia rivali in grado di tenerle testa (per lui la Polestar 2 è quella più vicina), e infine aggiunge che se potesse tornare indietro a due anni fa la acquisterebbe comunque. Il problema riguarda difatti esclusivamente il sistema di assistenza che, nonostante gli abbia fornito tutto il supporto necessario in occasioni precedenti, stavolta non è stato all'altezza come si sarebbe senz'altro aspettato.

Il primo inconveniente è nato quando Fenske ha deciso di far montare agli ingegneri del brand un piccolo alettone posteriore in fibra di carbonio. Quest'ultimo viene fissato con del semplice nastro biadesivo, forse non sufficiente in rapporto alla rigidità del sesto elemento della tavola periodica, e si stacca dopo poco tempo. Messosi in contatto con l'assistenza per spiegare la situazione chiedendo una riparazione è stato immediatamente accontentato, ma in seguito il problema si è ripresentato.

Il secondo disguido, sicuramente più grave, è sorto in seguito all'installazione dei cerchi Zero-G Performance. Dopo aver ottenuto questi cerchi Fenske ha richiesto anche i freni adatti, facenti pare anch'essi del pacchetto Track da pista. Il Tesla Service ha risposto consigliandogli di inviare una mail a chi di dovere. Dopo che Fenske l'ha inviata ha dovuto attendere una settimana per una risposta negativa, la quale affermava che possono essere installati esclusivamente selezionando l'intero pacchetto Track, e quindi non in modo individuale. Per questo motivo avrebbe poi dovuto rivolgersi direttamente al Tesla Service. In sintesi il Tesla Service e la mail ufficiale Tesla lo hanno rimbalzato da una parte all'altra per due settimane disattendendo ogni aspettativa ed evitando di servire un cliente.

Certo, la sua Model 3 non è inutilizzabile come quella appena schiantatasi a 160 km/h contro un palo, ma la faccenda evidenzia una confusione organizzativa interna che gli ha impedito di aggiungere un optional desiderato. A ogni modo non mancheremo di aggiornarvi in caso di novità nel merito.

FONTE: insideevs
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