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Iniziamo da una premessa: Jim Pace, il pilota protagonista dell'incidente sta bene, è uscito dalla vettura con le proprie gambe e senza particolari complicazioni. Se le è cavata decisamente peggio la Shadow DN4 che stava guidando.

Siamo a Road America, nei pressi di Elkhart Lake, l'evento è il WeatherTech International Challenge, una serie di gare vintage con oltre 400 vetture partecipanti. Due Shadow DN4 da Can-Am si proiettano al di fuori della curva 14 arrivando a grande velocità al rettilineo principale del circuito. Jim Pace è a pochi metri dalla vettura gemella di Craig Bennett, l'effetto scia è assicurato, il tachimetro sale e tocca i 290 km/h quando l'anteriore della DN4 di Pace si alza da terra e l'auto diventa una sorta di trottola impazzita.

Com'è stato possibile? Cambiamo tempo e luogo, siamo alla 24 Ore di Le Mans del 1999 (evento a cui potrebbe partecipare Lamborghini in un futuro prossimo). La favoritissima Toyota chiede un rimborso alla dea della fortuna per il ritiro all'ultimo momento dell'anno precedente (la dea non la ascolterà). Mercedes e BMW sembrano le concorrenti più agguerrite, finché le auto della stella a tre punte non iniziano a spiccare il volo...

Nelle qualifiche del giovedì la Mercedes-Benz CLR di Mark Webber esegue letteralmente un doppio salto mortale cadendo sulle ruote mentre viaggiava ad oltre 300 km/h. I tecnici Mercedes tentano il tutto per tutto, variando assetto e aggiungendo ulteriore carico aerodinamico. Il risultato è disastroso, nel warm-up del sabato mattina Webber incappa in un incidente simile, la sua CLR numero 4 si alza da terra sul dosso di Mulsanne a circa 340 km/h; identico destino tocca alla CLR numero 5 di Peter Dumbreck che, durante la gara, spicca il volo e finisce nel bosco a bordo pista mentre stava inseguendo una Toyota GT-One. Mercedes ritira per precauzione l'ultima auto in gara ed è fuori dai giochi, fortunatamente i piloti protagonisti degli incidenti sono rimasti illesi.

La dinamica degli incidenti delle CLR è simile a quanto visto recentemente con la Shadow a Road America.

Il problema principale è nella perdita di carico aerodinamico anteriore. Questo avviene poiché l'angolo di beccheggio (immaginatelo come l'inclinazione dell'anteriore della vettura rispetto al suolo) assume valori positivi, complice il dosso del rettilineo di Road America: in pratica il muso della vettura si alza. La scia della Shadow che la precede non aiuta poiché disturba i flussi d'aria rendendo meno efficace il lavoro delle appendici aerodinamiche. La deportanza del posteriore è invece invariata, a questo si aggiunge il centro aerodinamico sul fondo della vettura che si sposta pericolosamente sempre più sull'anteriore e il contributo alla portanza dato da cofano e cockpit. Si genera così una coppia, il davanti della vettura è spinto verso l'alto, il posteriore verso il basso... il disastro è servito.

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