Hyundai, cosa succede alle case automobilistiche che non hanno sospeso la produzione

Hyundai, cosa succede alle case automobilistiche che non hanno sospeso la produzione
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Il lockdown ha imposto a molte case automobilistiche di interrompere la produzione, ma c'è chi ha avuto l'opportunità di continuare a sfornare auto — e chi, come Tesla, ha fatto il possibile per non chiudere gli stabilimenti. Hyundai ad esempio in Corea non ha fermato ne rallentato nulla, eppure sembra che sia stata una scommessa sbagliata.

Hyundai ha ovviamente dovuto chiudere gli stabilimenti in Nord America, ma questo non è avvenuto in Corea del Sud, dove le misure restrittive sono state di tipo diverso. La conseguenza è che ora i porti americani sono pieni di auto Hyundai che nessuno può o (almeno per ora) vuole comprare.

Questo perché Hyundai ha accelerato la produzione domestica per far fronte alla chiusura degli stabilimenti nel resto del mondo. L'azienda coreana ha fatto una scommessa infelice: sperava che la domanda negli USA per il suo SUV Tucson sarebbe rimasta costante. Scommessa persa.

Il mercato statunitense è il più importante per Hyundai, subito dopo quello cinese e quello domestico.

A riportare dell'ingente numero di veicoli bloccati nei porti americani è l'agenzia Reuters, che non ha tuttavia potuto quantificare l'esatto numero di auto attualmente congelate nel "limbo".

L'impennata nella produzione in Corea dipende anche dalla necessità per Hyundai di recuperare velocemente dopo un rallentamento nella catena di approvvigionamento creato in Cina sempre a causa del virus.

FONTE: Jalopnik
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