Guida autonoma e attacchi hacker: le città del futuro rischiano di andare in tilt

Guida autonoma e attacchi hacker: le città del futuro rischiano di andare in tilt
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Gli appassionati di tecnologia più incalliti non fanno altro che aspettare lo sviluppo definitivo della guida autonoma, una tecnologia che permetterà alle auto di pilotarsi da sole. Esiste però un pericolo di cui spesso non si parla: gli hacker e i loro relativi attacchi.

Come purtroppo sappiamo, tutto ciò che è informatico è anche vulnerabile, soggetto a manomissione, da un comune smartphone a un'auto a guida autonoma - per l'appunto. Parliamo infatti di vetture connesse costantemente a internet, che senza un'adeguata barriera potrebbero finire nelle mani dei malintenzionati. Il problema è stato portato sotto i riflettori dall'Istituto di Tecnologia della Georgia: gli studiosi hanno svolto una simulazione applicata alla città di New York, dove un attacco su piccola scala in grado di coinvolgere appena il 10% dei veicoli congestionerebbe la metropoli in maniera disastrosa - cosa che potrebbe anche peggiorare con attacchi più massicci.

Non è difficile immaginarlo: provate a pensare a un'auto che non si muove più, o che non rispetta più le regole basilari del traffico, creando ingorghi, incidenti e quant'altro. Certo per il momento siamo solo nella sfera delle ipotesi, come ha confermato all'Ansa Andrea Bertolini, esperto in diritto della robotica alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. "Non conosciamo ancora i rischi futuri delle auto a guida autonoma, di certo ogni tecnologia risolve delle vulnerabilità, come in questo caso l'elemento umano, e ne inserisce di nuove. I terroristi potrebbero ad esempio utilizzare veicoli autonomi per progettare attentati, senza neppure sacrificare i conducenti."

Tuttavia a Boston c'è già una sorta di soluzione al problema: attaccare ogni auto singolarmente è praticamente impossibile, o comunque sarebbe poco efficace in termini di tempo/costi/impegno, ogni attacco sarebbe rivolto a un'intera rete con all'interno i veicoli. Basterebbe dunque creare diverse reti con non più del 5% dei veicoli totali connessi, in modo da scongiurare attacchi di massa. È già difficile hackerare una rete singola, figuriamoci diverse infrastrutture contemporaneamente. In pratica, meglio evitare che il 100% dei veicoli sia connesso a una singola rete informatica, questo potrebbe essere un buon punto di partenza. Scopriremo però la verità solo vivendo.t

FONTE: Ansa
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