La guerra al diesel "insensata e ideologica": parla l'Unione Petrolifera

La guerra al diesel 'insensata e ideologica': parla l'Unione Petrolifera
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Appena ieri, 21 giugno 2019, l'AD di Bosch Italia si è avventurato in una fervente difesa dei motori diesel, a oggi "la tecnologia più pulita del mercato" in rapporto alla produzione e ai costi per l'utente. Qualche ora dopo anche l'Unione Petrolifera ha preso le parti del tanto amato/odiato gasolio.

L'UP ha dichiarato, senza mezzi termini: "Contro i motori diesel è partita una guerra ideologica utile a creare allarmismi e acquisire vantaggi competitivi", a danno dell'intero settore automotive europeo (secondo l'AD di Bosch Italia, ci sarebbero oltre 150.000 posti di lavoro a rischio, a causa della demonizzazione del diesel).

"I motori diesel più recenti", ha detto il presidente UP Claudio Spinaci, "hanno dimostrato di aver eliminato quasi del tutto le emissioni inquinanti e restano molto efficienti per il contenimento delle emissioni di CO2, all'interno del ciclo vitale. Alla luce delle ultime innovazioni dunque la guerra al gasolio è totalmente insensata."

Occhi puntati anche sul futuro, durante il quale la domanda di energia elettrica crescerà a dismisura e il rischio di inquinare ulteriormente è dietro l'angolo: "La sfida contro i cambiamenti climatici si vince con un approccio globale, bisogna coinvolgere tutte le economie mondiali". Se l'Europa consumerà teoricamente meno, potrebbe non essere così per Cina, Medio Oriente, Africa e India, bisognerebbe dunque coinvolgere tutti nel cambiamento. "I Paesi extra-UE devono avere lo stesso rigore e lo stesso impegno del vecchio continente. Entro il 2050 la nostra filiera sarà in grado di abbattere fino all'80-90% delle emissioni di agenti clima alteranti".

FONTE: ANSA
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