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Il Goodwood Festival of Speed è tornato alla grande dopo un anno segnato da un'edizione diversa e ridotta, ovviamente a causa della pandemia. Auto di tutti i generi e di tutte le epoche si sfidano su di una salita lunga 1.86 km. Purtroppo non mancano gli incidenti...

I fan di Jaguar conoscono senza dubbio la sigla XJR. Negli anni '80 e '90 contraddistingueva le velocissime Jaguar sviluppate in collaborazione con Tom Walkinshaw Racing (TWR), senza dimenticare la stradale XJR-15, prodotta in serie limitata.

Quest'anno a Goodwood è stata schierata una Jaguar XJR-12D del 1993, portata in pista da Justin Law della Don Law Racing. Questo esemplare è l'ultima Jaguar assemblata da TWR. È omologata sulle specifiche IMSA GTP ed è stata costruita per partecipare alla 24 Ore di Daytona del 1993, dove si ritirò dopo 92 giri. Nel 2009 Law ha stabilito un tempo di 44,19 secondi a bordo della Jaguar XJR8/9, un mostro del Gruppo C, dotato di un V12 da 7 litri. L'intenzione di Law era quella di abbassare ulteriormente il cronometro sfruttando la diretta evoluzione della vettura andata in pista dodici anni fa.

Il sogno si è infranto, insieme al posteriore della vettura, dopo la strettissima chicane che porta ad una curva a sinistra e poi al rettilineo finale. Jaw ha perso il controllo della Jag ed ha finito la sua corsa contro le balle di fieno che fungono da guardrail. Pur non essendo stato diramato, ancora, alcun comunicato ufficiale sull'accaduto, fortunatamente Law sembra illeso e soltanto amareggiato per i danni riportati dalla vettura.

Rimanendo in tema XJR vi consigliamo di dare un'occhiata a questa bellissima Jaguar XJR-11, finita all'asta nel 2019.

FONTE: Motor1
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