Mercato delle auto in forte calo a giugno in Europa: -7,9%

Mercato delle auto in forte calo a giugno in Europa: -7,9%
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Rispetto al mese di giugno dello scorso anno, quasi tutti i produttori di auto hanno subito un forte calo delle vendite. Soltanto i veicoli ad alimentazione alternativa crescono, ma troppo lentamente per bilanciare la situazione generale.

I numeri parlano chiaro: secondo l'Acea nei 28 paesi dell'Unione Europea, più Islanda, Norvegia e Svizzera, il totale delle nuove immatricolazioni è stato di 1.491.289 vetture, un calo del 7,9% rispetto al 2018. Per i primi sei mesi dell'anno il calo è stato del 3,1%.

FCA è tra i gruppi che hanno subito la battuta d'arresto più pesante: un -13,55% a giugno e un -9,5% su tutto il primo semestre hanno ridotto la quota di mercato dal 6,9% al 6,4%. Gli unici marchi a segno positivo sono stati Jeep e Lancia: Jeep cresce dell'1,5% a giugno e del 2% nei primi sei mesi - e soprattutto lo fa in mercati importanti quali Germania, Francia e Spagna. Lancia invece cresce del 7,6% a giugno e del 27,4% nel primo semestre, per un totale di 34.800 immatricolazioni. In Italia svettano anche la Fiat Panda e la 500, che detengono insieme una quota di mercato del 30,5%. La 500 bene anche fuori dallo stivale: miglior semestre di sempre e quota di mercato del 16,5%.

Secondo il Centro Studi Promotor la crisi del mercato delle auto diesel è la causa principale della flessione: "La situazione del mercato europeo dell'auto non è catastrofica, ma di certo non è positiva e preoccupa il fatto che, mentre si è decretato il pensionamento anticipato del diesel, manca una politica a livello europeo per accompagnare il settore dell'auto e della mobilità verso l'obiettivo zero emissioni." Queste le parole del presidente Gian Primo Quagliano.

Secondo l'Acea il numero di auto immatricolate in UE nel 2019 si attesterà a 15 milioni di unità, un calo dell'1% rispetto al 2018. Per Andrea Cardinali, direttore generale dell'associazione delle case automobilistiche estere (Unrae), ciò è dovuto al rallentamento economico generale e all'indecisione legata alla Brexit, aggiunge poi che: "L'outlook per il 2020 è invece pesantemente gravato dalle preoccupazioni per i restrittivi target sulle emissioni di CO2, che entreranno in vigore per l'anno prossimo, e per le gravose sanzioni comminate per il loro superamento."

FONTE: ansa
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