Formula 1: i nuovi team dovranno pagare una tassa da 200 milioni di dollari

Formula 1: i nuovi team dovranno pagare una tassa da 200 milioni di dollari
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La Formula 1 è un intricato puzzle, soprattutto post pandemia. Tra patto della concordia e budget cap, attivi dalla prossima stagione, ogni tassello deve essere a suo posto affinché il sistema funzioni alla massima efficienza.

Proprio nel patto della concordia appena firmato è presente una nuova regola che prevede una tassa extra per i team neo iscritti. Un contributo di ben 200 milioni di dollari, 168 milioni di euro al cambio attuale. Questa novità è stata dapprima citata in un'intervista da Günther Steiner, team principal della Haas, e poi confermata nelle cifre da Zak Brown di McLaren.

I 200 milioni saranno divisi equamente dai dieci team che compongono attualmente la griglia della massima serie: l'arrivo di una nuova squadra diluirebbe il montepremi dei singoli team, anche in caso di pessimi risultati da parte della scuderia novella.

La scelta è in controtendenza rispetto a molte altre categorie, dove l'arrivo di nuove squadre a volte è addirittura supportato da aiuti economici da parte dell'organizzatore. La Formula 1 è da sempre un altro mondo, questa tassa oltre ad amalgamarsi bene con le altre regole del patto della concordia mira anche a limitare i team meno esperti che tentano la scalata in F1 con mezzi non sufficienti.

Ross Brawn ha dichiarato a riguardo: “Penso che quello che stiamo cercando di fare come industria è fermare ciò che abbiamo visto in passato, dove la USF1 annuncia che correrà in Formula 1 per poi non arrivare mai in pista. Quindi i 200 milioni di dollari hanno lo scopo di assicurarsi che se qualcuno sta entrando in F1 abbia realmente i mezzi per farlo.”

La stagione 2021 vedrà l'arrivo del budget cap, e il passaggio di Vettel da Ferrari ad Aston Martin, mentre dalla stagione 2022 arriverà un regolamento completamente nuovo.

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