La Ford Bronco arriva in Italia e costa 40 mila euro in più rispetto agli USA

La Ford Bronco arriva in Italia e costa 40 mila euro in più rispetto agli USA
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Dopo il suo annuncio, avvenuto la scorsa estate, la Ford Bronco ha riscosso molto successo negli States, diventando immediatamente richiestissima in terra natia e bramata anche nel Vecchio Continente.Non ci sono certezze sull’arrivo in Europa della Bronco in veste ufficiale, ma intanto una concessionaria di Rovigo l’ha importata in Italia.

Si tratta di Fioravanti Motors di Castelmassa (RO), che ha appena ricevuto il primo esemplare italiano della Bronco e che è pronta ad accogliere nuovi ordini da parte del pubblico, che potrà configurare la vettura sul sito ufficiale americano per poi ordinarla direttamente in concessionaria.

L’auto arriverà quindi con gli stessi allestimenti e motori presenti nel listino americano, in entrambe le versioni disponibili, 2 o 4 porte. Il modello ricevuto da Fioravanti Motors vanta l’allestimento Wildtrack, il più ricco disponibile, che comprende il pacchetto Sasquatch, che aggiunge pneumatici specifici per l’offroad da 35 pollici Goodyear Territory, ammortizzatori Bilstein, differenziali bloccabili su entrambi gli assi e cerchi in lega da 17 pollici.

Le motorizzazioni tra cui scegliere sono due: un 4 cilindri da 2.3 litri con 304 CV e 441 Nm di coppia, oppure un V6 da 2.7 litri biturbo che eroga 335 CV e 563 Nm di coppia, che possono essere abbinati ad un cambio manuale a 7 rapporti, e nel caso della versione più potente si può optare anche per un automatico a 10 marce.

La nota dolente è il prezzo. Negli USA la Ford Bronco ha un prezzo di listino di 28.500 dollari, poco più di 24,300 euro al cambio attuale, ma in Italia il cartellino sale vertiginosamente alla modica cifra di 63.000 euro, e parliamo di prezzo di partenza. Il motivo del rincaro è semplice da decifrare: trattandosi di un mezzo importato, bisogna aggiungere i costi dei dazi doganali e dell’immatricolazione, a cui si somma anche l’’IVA al 22% del nostro paese.

Inoltre il prezzo lievita anche a causa della grande richiesta unita alla carenza dei chip, una crisi che ha colpito tutto il settore automobilistico a livello planetario. Nelle ultime settimane la crisi dei chip ha messo in ginocchio anche Toyota, che fino ad oggi sembrava l’unica in grado di far fronte a questo problema.

FONTE: Motor1
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