Fiat Panda Palber, la mitica 'Panda Rolls' della Milano da bere anni '80

Fiat Panda Palber, la mitica 'Panda Rolls' della Milano da bere anni '80
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Fra le Fiat Panda di maggior pregio e nel contempo più esclusive della storia della mitica city car torinese, vi è senza dubbio la Palber. Si tratta di una vettura che venne ribattezzata “Panda Rolls”, destinata alla Milano da bere degli anni '80.

Palber è l'acronimo di Paolo Berra, un milanese grande appassionato di auto che 40 anni fa decise di mettere mano ad alcune vetture, rendendole esclusive grazie a modifiche di assoluta qualità. E' il caso proprio della “Panda Rolls”, una piccola Panda 750 che dopo la cura delle officine Palber è divenuto un vero e proprio oggetto di collezione.

Nacque nel 1983 e le differenze rispetto al modello di serie erano evidenti in particolare negli interni: una volta che aprivi le portiere eri di fatto in un salotto. Venne ribattezzata “Panda Rolls” in quanto dalla prestigiosa azienda inglese l'utilitaria italiana prese in prestito il disegno dei sedili, separati con un braccio centrale, e il tutto tappezzato da Lanzoni Milano.

Il cruscotto, invece, presentava un contagiri, ed inoltre vi era un volante Momo con corona in pelle. C'era poi un doppio impianto stereo, moquette bianca e cielo del tetto in panno Lancia. Sempre di Rolls Royce erano i materiali utilizzati e le finiture, a cominciare dalla selleria in pelle Connoly grigia, interamente cucita a mano, materiale che si ritrovava anche nei rivestimenti della plancia, con fascia centrale in radica (che troviamo anche nelle portiere).

A completare la dotazione, un antifurto con dispositivo antisequestro oltre a vetri elettrici con comandi sul cruscotto, una vera e propria rarità per le city cari dell'epoca. Esternamente la Fiat Panda, che nel 2024 dovrebbe diventare un B-SUV, appariva di fatto molto simile al modello originale salvo qualche piccola differenza a cominciare dalla carrozzeria verniciata in canna di fucile, cerchi in lega con un design molto simile a BBS, vetri fumé, gomme ribassate, e una calandra esclusiva con tanto di due fari supplementari.

Sotto il cofano, infine, Palber decise di partire dal motore più base della Pandina, leggasi quello sul modello 30, rivisto però da Giannini: la potenza era di 42 cavalli con una velocità di punta da 130 km/h.

Ovviamente tutta questa bellezza si pagava, visto che il solo costo di preparazione era di 10 milioni di lire più iva, con l'aggiunta dell'acquisto di una Panda nuova da 5,6 milioni, per un totale quindi di 15,6 milioni di vecchie lire.

Prezzi comunque decisamente diversi rispetto a quelli di oggi, visto che per acquistare un'auto nuova in Italia ci vogliono quasi 30 mila euro, al cambio circa 60 milioni di lire.

Fiat Panda Palber, la mitica 'Panda Rolls' della Milano da bere anni '80