Fiat, Panda attuale si chiamerà 'Pandina': così si distinguerà dal nuovo modello 2024

Fiat, Panda attuale si chiamerà 'Pandina': così si distinguerà dal nuovo modello 2024
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Arrivano interessanti novità in casa Fiat per quanto riguarda la nuova Panda, la B-SUV 2024 che crescerà nelle dimensioni ma rimanendo low-cost. Con una mossa un po' a sorpresa l'azienda avrebbe registrato il marchio 'Pandina'.

A spiegarlo è il Corriere della Sera nell'edizione Torino, secondo cui Stellantis avrebbe depositato appunto il nome suddetto come riferimento alla generazione al momento in commercio della city car più amata dagli italiani.

Come vi abbiamo raccontato settimane fa, l'attuale Panda resterà anche con l'arrivo della B-SUV 2024, e ciò è facilmente capibile: la nuova vettura che sarà presentata a luglio sarà più grande della Panda come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Inoltre sarà elettrica e dovrebbe costare (nella versione green), attorno ai 20mila euro.

Gli italiani avranno quindi la possibilità di scegliere la nuova vettura inedita, che assumerà le forme di un B-SUV, oppure, continuare a rimanere fedeli alla Panda di oggi, che diverrà appunto la Pandina, una mossa di marketing di Stellantis per evitare di fare confusione con i nomi.

La Panda 2024 (che potremmo ribattezzare Pandona), sarà prodotta in Brasile, Serbia e Marocco. Tavares aveva raccontato l'anno scorso che la nuova city car sarebbe stata realizzata in vari stabilimenti e secondo il Corriere della Sera il trio citato poc'anzi sarebbe quello prescelto.

All'Italia resterà così la 'Pandina', che continuerà ad uscire dalle linee di Pomigliano, ma secondo il quotidiano il suo futuro dipende dal regolamento Euro 7 che dovrebbe entrare in vigore dal 2027: fino a quella data la piccola Panda si farà, dopo di che resta tutto un grande punto di domanda.

«La Panda rappresenta una certa qualità di stile di vita, potremmo produrre più a lungo questo modello ma dipende dal dibattito sull’Euro 7», le parole di Tavares, CEO di Stellantis, mentre sulla nuova Panda si è limitato a dire: «sarà prodotta in più stabilimenti», con Mirafiori che ovviamente spera ancora di essere incluso nell'elenco. Se ne discuterà il 6 dicembre al Mimit, in occasione del tavolo sull'auto voluto dal ministro Urso.