Questa fantastica Fiat Dino monta un motore Ferrari, e adesso è all'asta

Questa fantastica Fiat Dino monta un motore Ferrari, e adesso è all'asta
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Quando parlando di motori salta fuori il nome "Dino" non si può non pensare immediatamente a Ferrari (ecco una Dino 246 GT Berlinetta), ma quelli che conoscono la storia di Fiat devono per forza di cose ricordare la fantastica Fiat Dino, che negli anni '60 si guadagnò l'apprezzamento di molti appassionati.

Adesso un esemplare di Fiat Dino del 1967 è destinato a finire all'asta verso la fine di questo mese, e forse non tutti sanno che il modello venne portato alla luce perché la casa di Maranello aveva intenzione di competere in Formula 2 anche se non aveva la capacità produttiva di costruire i 500 motori necessari all'omologazione. Alla fine il Cavallino Rampante decise di rivolgersi a fiat, che immise sulle sue linee produttive il fantastico propulsore V6 da 2,0 litri fatto interamente di alluminio.

Ovviamente il motore c'era, ma mancava il resto della macchina, per cui dentro le fucine creative di Fiat di pensò di sviluppare un modello da chiamare Dino, proprio in onore di Ferrari. E' chiaro che non si poteva accompagnare una carrozzeria tradizionale ad un motore di quel livello, e il progetto di design fu quindi assegnato a Bertone, che in tal senso non delude mai.

La versione definitiva della Fiat Dino si presentò al Salone di Ginevra del 1967 con un passo più lungo della Spider, sulla quale si basava, e una configurazione dei sedili 2+2. Alla fine gli acquirenti portarono a casa una coupé sicuramente pratica, ma al contempo grintosa e sportiva. Il muso vantava la presenza di due aggressivi fari a coppie di due, con una striscia cromata ad attraversare tutto il paraurti e una griglia a nido d'ape. Anche gli interni lasciavano trasparire una certa cura, grazie al preciso abbinamento del nero alle finiture in legno sul cruscotto, sulla console centrale e sul volante.

Come dicevamo in apertura, sotto al cofano c'è un motore Ferrari, che ancora oggi dovrebbe riuscire ad erogare 160 cavalli di potenza, inviati all'asfalto tramite le ruote posteriori e un cambio a manuale a cinque rapporti con tanto di differenziale a slittamento limitato.

Per questo particolare esemplare non si è badato a spese: l'operazione di restauro è stata totalizzante, in quanto è stato necessario smontare tutta la carrozzeria fino ad ottenere il nudo telaio. La verniciatura in rosso è stata eseguita soltanto dopo la ricostruzione integrale del sistema trasmissivo e dei cerchi, che sono tornati alle condizioni originali. Come potete notare voi stessi, pure gli interni sono stati tirati a lucido, tanto che appaiono praticamente indistinguibili da quelli di un esemplare nuovo di zecca.

La vettura, che nel complesso ha percorso soltanto 40 chilometri, verrà venduta senza un prezzo di riserva, ma gli esperti credono possa essere piazzata ad un cifra compresa tra i 50.000 ed i 65.000 euro. Siamo lontani quindi dalle cifre astronomiche dei modelli più rari e blasonati (come questa McLaren F1), ma siamo comunque davanti ad una forbice ben più alta del valore originale.

FONTE: carscoops
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