Le auto elettriche rischiano di far perdere milioni di posti di lavoro al Giappone

Le auto elettriche rischiano di far perdere milioni di posti di lavoro al Giappone
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Lo switch alle auto elettriche può essere per l'industria una grandissima opportunità, allo stesso tempo però è un'operazione ad alto rischio, soprattutto per alcuni Paesi. Un nuovo report pensa che il Giappone possa perdere il 14% del suo Prodotto Interno Lordo e milioni di posti di lavoro a causa delle EV.

Il Giappone è il secondo più grande esportatore di auto nel mondo e con lo switch alle auto elettriche rischia di perdere il 14% del proprio PIL, almeno secondo un nuovo report pubblicato dal Climate Group, un'associazione non-profit fondata nel 2003 con l'intento di promuovere azioni in favore del clima globale. Per la creazione dello studio sono stati chiamati due veterani del settore automotive giapponese, Kenichiro Wada (a capo del progetto Mitsubishi i-MiEV e fondatore del Japan Electrification Institute) e il Professor Masato Inoue (designer capo dell'originale Nissan Leaf e professore allo IED di Torino).

Secondo il report il Giappone sembra essere indietro sulle vendite elettriche rispetto a Europa, Cina e Stati Uniti. Le auto Full Hybrid (HEV) stanno andando abbastanza bene, nel Paese però si vendono pochissime auto Plug-in Hybrid (PHEV) e 100% elettriche (BEV). Che il Paese fosse in ritardo lo sappiamo da tempo: Toyota ha per anni cercato di rimandare lo switch elettrico, Nissan dopo la Leaf è stata travolta da uno scandalo finanziario e solo adesso sta per commercializzare la Ariya (ordini aperti in Italia per il Nissan Ariya), mentre Mazda e Honda si sono ritrovate impantanate con i loro progetti MX-30 e Honda E, auto di ottima fattura che però sono indietro sul fronte delle autonomie (abbiamo passato due settimane con la Mazda MX-30). Di recente Subaru ha presentato la Solterra, mentre Suzuki e Mitsubishi sono in colpevole ritardo.

Insomma, la situazione generale per i marchi giapponesi non è rose e fiori sul fronte elettrico. In alcune zone del mondo inoltre si è già deciso per estromettere i motori termici entro il 2030 o il 2035, dunque se i giapponesi non si faranno trovare pronti si prospetta per loro un'ecatombe commerciale. Per tutti questi motivi il Giappone, che esporta un quinto della sua produzione automotive, rischia di perdere 1,72 milioni di posti di lavoro e 6 miliardi di dollari di profitti da qui al 2040, con un conseguente calo del PIL del 14%.

Speriamo davvero che il Paese possa trovare la "quadra" della situazione e rimettersi in carreggiata assieme ai migliori Paesi del mondo, che già hanno fatto passi enormi sull'elettrificazione.

FONTE: Electrek
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