Esso investe nel litio, Armaroli: 'Ma non fa notizia in Italia, ultimo Paese del termico'

Esso investe nel litio, Armaroli: 'Ma non fa notizia in Italia, ultimo Paese del termico'
di

Il noto chimico e dirigente del CNR Nicola Armaroli, professore universitario, ha pubblicato un post polemico sulla sua pagina Linkedin nel commentare una “non notizia” data in Italia, quella degli investimenti nel litio di Esso.

Il succo del discorso è che una Big Oil come Esso, azienda che da anni fattura miliardi di dollari vedendo carburante, sta di fatto cambiando il suo business, puntando (seppur marginalmente), sulle batterie, in vista di un futuro in cui circoleranno solamente le auto elettriche, tenendo conto dello stop a benzina e diesel dal 2035 in Ue e non solo.

Esso ha deciso di puntare sul litio, mercato che già ora vale miliardi di dollari, e in futuro ancora di più, alla luce proprio dell'elettrificazione che si sta diffondendo a macchia d'olio in tutto il mondo.

Pensiamo di costruire un’attività redditizia e in forte crescita a lungo termine. Stiamo perforando pozzi a 3 mila metri di profondità in questi serbatoi di acqua salata. Questo ovviamente fa parte delle nostre competenze“, le parole di Dan Amman, capo del Low-Carbon Emission Business di Exxon, dando la notizia all'autorevole Financial Times.

Una nuova decisamente importante, ma che secondo il sopracitato Armaroli è passata decisamente in sordina nel nostro Paese: “L’elettrificazione è un processo irreversibile – commenta lo stesso esperto sulla sua pagina Linkedin - ne prende atto anche Esso. La cosa non fa notizia nel covo degli irriducibili del cilindro e del pistone: l’Italia. Un Paese dove anche le testate più insospettabili si stanno ora impegnando in una sistematica opera di agghiacciante disinformazione“.

Parole che non hanno bisogno di replica tenendo conto che il nostro Paese si sta mostrando decisamente restio a passare al green e i numeri parlano più che chiaro: in Italia l'auto elettrica pesa solo il 3,9% delle immatricolazioni totali quest'anno, numeri ben lontani da quelli prefissati dalle aziende automobilistiche per far diventare gli EV dei prodotti profittevoli.