Elon Musk vende altri 973 milioni in azioni Tesla: il processo va avanti

Elon Musk vende altri 973 milioni in azioni Tesla: il processo va avanti
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A quanto pare Elon Musk sta rapidamente mantenendo la sua eccentrica promessa. Alcuni giorni fa, attraverso un sondaggio su Twitter, aveva infatti chiesto agli utenti se vendere o meno il 10 percento delle sue partecipazioni in Tesla, e alla riposta affermativa del pubblico ha dato il via alla manovra da 21 miliardi di dollari.

Probabilmente l'iniziativa deriva dal clima politico statunitense, in cui molti cittadini chiedono che i multimiliardari paghino più tasse. Elon Musk non ha uno stipendio da CEO della compagnia californiana, quindi per versare ingenti tributi non può far altro che vendere le sue azioni, rendendole quindi tassabili.

Allo scorso 12 novembre Musk era arrivato al 30 percento del processo, ma a quanto pare ha deciso di andare avanti spedito, ma non senza rimbalzi. Ieri ha acquistato 2,1 milioni di azioni per 2,2 miliardi di dollari prima di rivendere per 973 milioni, come dimostrato dai documenti pubblicati dalla Securities and Exchange Commission statunitense.

Alla fine dei conti la quotazione di TSLA a Nasdaq è pari a quasi 1.100 dollari per azione nel momento in cui scriviamo. Insomma, come al solito il titolo non ne è uscito per niente indebolito nonostante la quotazione di Rivian in borsa. In questo specifico momento la società vale più di tutti gli altri produttori di auto messi insieme, sia per quanto ottenuto finora che per la prospettiva futura. In effetti, in contrasto con la grave crisi logistica dovuta specialmente alla carenza di semiconduttori, il brand di Palo Alto macina sempre numeri da record: Tesla negli USA fa meglio di Mercedes, mentre il modello più venduto in Europa è la Model 3.

Entro i prossimi due anni il marchio andrà oltretutto ad espandere la propria gamma commercializzando un autoarticolato, il Semi, un pickup, il Cybertruck, e una hypercar, la Roadster. Questi veicoli sono già più volte stati rimandati per molti motivi, ma è molto probabile che in pochi mesi ne sapremo molto di più.

FONTE: autoblog
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