Divieto di fumare alla guida: la sigaretta distrae davvero? Lo studio

Divieto di fumare alla guida: la sigaretta distrae davvero? Lo studio
di

Questa mattina abbiamo raccolto in una sola news le proposte del Governo Lega-5 Stelle per modificare il Codice della Strada. Fra queste ce n'è una che sta facendo molto discutere: il divieto di fumare alla guida.

L'idea 5 Stelle nasce da una tesi molto semplice: fumare guidando può distrarre il conducente, aumentando così il rischio di incidenti, ma è davvero così? È un tema "caldo" di cui si discute da anni in tutta Europa e negli Stati Uniti. Secondo Doug Smith, senior vice President di Erie Insurance, "Qualsiasi attività che costringa il conducente a portare gli occhi lontano dalla strada, oppure le mani via dal volante, è pericolosa per la guida".

Fumare dunque sarebbe una di queste, poiché bisogna cercare il pacchetto, prendere una sigaretta, cercare l'accendino e accendere, sempre tenendo gli occhi sulla strada il più possibile. Nel caso in cui la sigaretta non si accenda al primo colpo, bisogna anche riprovare e perdere ulteriore concentrazione. Il National Institutes of Health ha pubblicato uno studio sull'impatto del fumo sulla guida e le sue conseguenze, dimostrando che ci si distrae più con il fumo che con lo smartphone.

In media, l'accensione di una sigaretta distrae 12 secondi, il che significa guidare 160 metri con gli occhi lontani dalla strada, chi guarda lo smartphone invece si lascia distrarre per 10,6 secondi, percorrendo 150 metri "al buio". Lo studio è durato ben 5 anni e il fumo è risultato responsabile dello 0,9% degli incidenti causati da distrazione. Una percentuale che può sembrare ridicola, ma che equivale a circa 12.780 incidenti in tutto il periodo d'esame. Si può dunque considerare il fumo al pari dello smartphone, o addirittura peggio, al volante?

Quanto è interessante?
5

Scopri le migliorie offerte del Black Friday 2018: sconti e promozioni per risparmiare sui tuoi acquisti!