Sempre più difficile la fusione FCA-PSA dopo i debiti post-COVID

Sempre più difficile la fusione FCA-PSA dopo i debiti post-COVID
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Il 2019 di FCA è finito con una notizia bomba: la fusione con il gruppo francese PSA (Peugeot, Opel, Citroen, DS, Vauxhall) era praticamente cosa fatta. Oggi però, a giugno 2020, le cose sono alquanto complicate...

Nel frattempo infatti è scoppiata una pandemia globale e le perdite del gruppo italo-americano sono peggiorate - da qui la necessità di chiedere al governo italiano 6,3 miliardi di euro, un prestito che aumenterà i debiti. Ricordiamo che la fusione è pensata "al 50 e 50", un affare da 50 miliardi di dollari che andrà a creare il quarto polo industriale al mondo in campo automotive, ora però l'accordo finale potrebbe slittare al 2021 e manca ancora l'approvazione della Commissione Europea.

Il 17 giugno prossimo infatti è la data stabilita dalla Commissione per approvare (o meno...) la fusione fra i due gruppi e il recente prestito potrebbe giocare un ruolo scomodo. Nei fatti però si è trattato di un'operazione "essenziale", poiché in questo modo FCA ha garantito l'erogazione dei salari i pagamenti ai fornitori, continua a far polemica però la decisione del gruppo (avvenuta ormai anni fa) di spostare la sede legale nei Paesi Bassi per questioni fiscali.

Insomma, una situazione a dir poco caotica che potrebbe intralciare la fusione, anche se la speranza è che tutto vada in porto; far diventare FCA-PSA una mega-potenza unica può portare soltanto vantaggi a un gruppo che oggi stenta a brillare di luce propria...

FONTE: ClubAlfa
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