Dieselgate, accusato di frode l'ex CEO di Audi, Rupert Stadler

Dieselgate, accusato di frode l'ex CEO di Audi, Rupert Stadler
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I pubblici ministeri tedeschi di Monaco hanno formalmente accusato l'ex amministratore di Audi, Rupert Stadler, per il caso Dieselgate. Al dirigente del colosso automobilistico teutonico sono stati mossi i capi di "frode, discriminazione indiretta e pubblicità ingannevole" per il ruolo avuto nello scandalo delle emissioni del 2015.

Per i PM, Stadler è da ritenere almeno in parte responsabile della decisione di Audi di vendere consapevolmente veicoli a gasolio con dispositivi illegali per la riduzione delle emissioni. L'accusa sostiene che il CEO sarebbe stato messo al corrente della manipolazione "al più tardi entro fine Settembre 2015", e nonostante ciò avrebbe consentito la vendita di veicoli con i dispositivi al loro interno.

In tribunale i pubblici ministeri hanno anche rivelato che sono state presentate accuse simili contro altre tre persone, la cui identità non è stata svelata, che avrebbero collaborato con Stadler sullo sviluppo dei motori utilizzati da Audi, Volkswagen e Porsche che si sono avvalsi del sistema di riduzione delle emissioni. In totale, il tribunale stima che nel mondo sarebbero state vendute oltre 400.000 vetture con il sistema al loro interno.

Stadler, precedentemente detenuto per quattro mesi, si è dichiarato innocente ma nonostante ciò è stato sollevato dal ruolo di CEO di Audi lo scorso ottobre. Complessivamente Audi pagherà una multa da 800 milioni di Euro.

L'ex capo di Volkswagen, Martin Winterkorn all'inizio dell'anno ha dovuto affrontare accuse simili.

FONTE: The Drive
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