Czinger 21C: questi tutti i segreti dietro le sue incredibili prestazioni

Czinger 21C: questi tutti i segreti dietro le sue incredibili prestazioni
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Czinger è un produttore di auto che solo di recente si è immesso nel settore, sempre più in crescita, delle hypercar, e ha voluto farlo in un modo assolutamente caratteristico, puntando non soltanto alle performance fuori dall'ordinario, ma soprattutto concentrandosi su processi di produzione rivoluzionari.

In tal modo la rapidissima Czinger 21C impiega un poderoso powertrain ibrido incarnato da un V8 da 2,88 litri a pedivella piana capace di toccare persino gli 11.000 giri al minuto, mentre due motori elettrici la aiutano a scattare da 0 a 96 km/h nell'eccezionale tempo di 1,9 secondi. La velocità massima, invece, si attesta sui 431 km/h.

Fino a pochi anni fa saremmo stati davanti a numeri mai raggiunti prima, ma tutt'ora risultano comunque strabilianti. Ciò che li rende possibili è il processo manifatturiero che si nasconde dietro una carrozzeria aggressiva ma sinuosa: un computer provvede a ingegnerizzare e generare le forme esterne ottimizzando gli elementi in base a numerosissimi parametri, per ottenere la leggerezza più assoluta e la resilienza più elevata possibile.

Il risultato si misura in un look organico e quasi alieno, indiscutibilmente distintivo. E' chiaro che il pragmatismo qui ha dettato la linea, e in questo senso ha avvicinato l'estetica generale ai bolidi che partecipano alla 24 Ore di Le Mans nella categoria prototipi, con tanto di abitacolo a bolla che va ad estendersi avvolgendo le ruote e le altre componenti.

Passando oltre troviamo un ampio utilizzo della stampa 3D, che di recente è stata scoperta anche da Porsche per via dei suoi enormi benefici in termini di rigidità e leggerezza. Evitare la pressofusione passando a una modellazione additiva porta vantaggi enormi, che Czinger impieghi fibra di carbonio, leghe di alluminio o anche titanio.

Insomma, da qualunque angolazione la si guardi, la Czinger 21C sembra voglia fare di tutto per staccarsi nettamente dal passato per abbracciare le nuove filosofie di ingegnerizzazione e di manifattura, ma soltanto le prove sul campo riusciranno in fin dei conti a quantificare il divario all'atto pratico.

Dal nostro canto non vediamo l'ora di poter assistere a un esemplare mentre esprime tutto sé stesso in pista, ma la pandemia di coronavirus che ha flagellato questo 2020 ha posto più di qualche bastone tra le ruote dei piani del team di sviluppo. Nel frattempo pare che il bolide possa percorrere il quarto di miglio in appena 8,1 secondi: un tempo davvero epocale.

FONTE: carscoops
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