Il CTO di Ferrari rivela i segreti e il futuro del Cavallino

Il CTO di Ferrari rivela i segreti e il futuro del Cavallino
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Il Re della tecnologia di Ferrari, il CTO Michael Leiters, ha raccontato in una lunga intervista i segreti e il futuro del brand. Dal posizionamento della SF90 Stradale, a cosa significhi lavorare ad una ibrida, passando per le necessità di espandere il listino dell'azienda e a quello che rende uniche le Ferrari.

"Siamo convinti di avere compiuto il passo successivo con la tecnologia ibrida. Avevamo un'alternativa per i motori a combustione interna, ma l'elemento decisivo è sicuramente stato quello della trazione integrale. Portarlo su una auto sportiva ci ha convinto a farlo". Comincia così l'intervista concessa da Michael Leiters a Autocar, con una interessante analisi dei motivi che hanno portato alla creazione della SF90 Stradale.

Perché una ibrida plug-in? "Anche se vuoi avere a disposizione così tanto potere in determinate situazioni, quello che non vuoi sempre presente è il suono. Se stai lasciando casa nella primissima mattina, non devi per forza fare un frastuono".

La Stradale è anche una vettura che copre un segmento all'epoca ancora scoperto. "Avevamo la 488 e la 812, e abbiamo visto lo spazio per un nuovo segmento. Dovevamo aggiungere ancora di più in termini di performance rispetto alla 812, ma anche aggiungere più feature rispetto alla 488, che non è a trazione integrale o ibrida." E continua così: "Abbiamo definito un nuovo segmento superiore per le sportive. Per noi è stato complesso catturare l'attenzione dei clienti nel segmento sopra ai 300.000€, dato che spesso sono abituati ad acquistare auto mid/rear-engined".

Ma un'auto ibrida comporta anche un peso notevole. "Fa male! Solo le componenti per l'ibrido aggiungono 250Kg. Puoi farci qualcosa usando più parti in fibra di carbonio." È stato fatto un gran lavoro per costruire comunque un veicolo agile.

Si è parlato anche dell'approccio di Ferrari alla realizzazione di nuove auto: "dal punto di vista dell'architettura la nostra filosofia è sempre la stessa: peso, centro di gravità e interasse. Dal punto di vista puramente tecnico gli assi sono due: uno è quello delle performance. L'altro è quello delle emozioni alla guida. Le performance sono quelle che leggi sulle riviste, da 0 a 100, la potenza, il torchio e tutti questi numeri. Ma le emozioni sono il vero segreto di Ferrari. Divertirsi guidando sulle strade di montagna. Non si tratta solo di essere nei limiti, le nostre auto sono sempre divertenti."

Ferrari ha un vero catalogo di diverse manovre e situazioni, e di quello che suscitano nel guidatore. E l'azienda raccoglie i feedback dei clienti e dei test driver proprio per capire se è riuscita nella sua più grande missione, quella di mantenere la guida divertente e appagante. Sempre. "Il suono, l'accelerazione percepita (non i tempi oggettivi)". Sono questi gli elementi del cocktail perfetto.

Un successore della F8? Avrà probabilmente meno potenza della SF90, ma darà più emozioni alla guida.

Che ne sarà dunque dei V12 in Ferrari, un problema che attanaglia anche altri super brand come Lamborghini?

"Cercheremo di continuarli a fare finché ci sarà possibile. Io sono convinto che ci sia lo spazio nel mercato, e che allo stesso tempo abbiamo le capacità tecniche per gestire le emissioni. Stiamo lavorando alle prossime regole EU6c".

E in futuro? Rimarranno sempre sei i modelli del catalogo (includendo il nuovo SUV Purosangue)? "No, la compagnia deve crescere. Non nel volume, non ci interessa. Ma nei ricavi."

E una Ferrari 100% elettrica? "Ad oggi, la tecnologia non è matura. Guarda anche alle richieste dei clienti. La più importante il suono. Ma c'è anche un problema di autonomia, che per una auto sportiva è un davvero un problema. Ti servono anche velocità alte, non puoi limitarla a 200Km/h. Magari tra qualche anno sarà possibile."

Trovate l'intervista integrale nel link in fonte.

FONTE: Autocar
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